Italia paese di fango: l’ennesima piccola emblematica dimostrazione.
Scortati come celebrità, protetti fisicamente dalle forze dell’ordine fino alla soglia dell’urna, e infine “blindati” nella sezione numero 62 che, con singolare procedura, verrà addirittura chiusa per dieci minuti. Così Noemi Letizia e i suoi genitori possono consentirsi, dietro quell’uscio sprangato, anche convenevoli e saluti con un paio di candidati che li accompagnano: fino a quando non vengono richiamati all’ordine da un funzionario di polizia. Fuori nel corridoio affollato di elettori, si leva intanto un coro di protesta. “Vergogna!” gridano cittadini e rappresentanti di lista. Sono soprattutto donne e anziani. “Se questo fosse stato il seggio del nostro Capo dello Stato, non avremmo mai visto tali abusi”, grida una pensionata di 72 anni, Maria Russo.
Sono le 19:25 quando il seggio elettorale di via De Lauzieres, a Portici, viene sconvolto dall’arrivo dei Letizia. Per Noemi, la diciottenne che lo scorso 26 Aprile ha ricevuto la visita di papi Silvio alla sua festa di compleanno, è il “battesimo” in cabina elettorale. Ma la sua prima volta diventa subito gazzarra. Per tutto il giorno un gruppetto di amici attende l’arrivo della ragazza. Tra loro, Roberta, la studentessa ancora minorenne che condivise con Noemi la lunga vacanza in Sardegna, a cavallo di Capodanno, ospiti del presidente del Consiglio a Villa Certosa. E’ la stessa Roberta che ieri, identificata dai vigili urbani con al collo un tesserino di rappresentante di lista che non potrebbe portare, verrà segnalata all’autorità giudiziaria.
E’ quasi il tramonto quando scoppia la baraonda. D’un tratto, vigili urbani e polizia si mobilitano e cominciano a presidiare i due ingressi. La famiglia Letizia arriva preceduta da un’auto civetta, anche se la loro casa dista appena centocinquanta metri dal seggio. La ragazza viaggia nella mercedes guidata, come sempre nell’ultimo mese, dal suo autista-manager. Accanto alla ragazza siedono sua madre Anna Palumbo, iscritta nello stesso seggio; e suo padre Elio, che invece risiede a Napoli ed aveva già votato sabato nel quartiere di Secondigliano. In tre escono dall’auto e un tunnel di agenti e motociclisti della municipale con i caschi bianchi circonda la famiglia da ogni lato, per “proteggerla” dai flash dei fotografi. Chi è in attesa di votare viene letteralmente schiacciato lungo le pareti, o respinto verso l’esterno. In molti gridano “Vergogna, perché dovete scortarli? Sono cittadini come noi”. Noemi appare pallida dietro gli occhialoni scuri, addosso una camicia di voile nero, sua madre sorride, suo padre è teso e impreca. Giunti dinanzi al seggio è il caos. La famiglia entra compatta nella sezione 62 insieme con un candidato di una lista di centrosinistra collegata alle elezioni amministrative di Portici, Giuseppe Nocerino, e con la stessa schiera di agenti. La calca preme, allora ecco entrare un altro candidato, stavolta si tratta di Flaviano Indegno, della lista “Nuova Città”, collegata all’aspirante sindaco di centrodestra. Continuano le proteste e a quel punto il presidente Nunzio Costa chiude la porta del seggio. Alcuni elettori alzano la voce e un agente della municipale fa spallucce: “Lo ha deciso lui, se ne assume la responsabilità”. Due rappresentanti di lista battono i pugni sull’uscio. Una di loro, Sandra Iazzetta, riesce a farsi aprire e ad entrare dentro. Dopo, racconta: “ Padre, madre e figlia accanto alle urne, con i due candidati. Le due donne votano, poi ci sono presentazioni e abbracci con i candidati e altri rappresentanti. Tutto questo sempre con la porta chiusa. A quel punto li interrompe un funzionario di polizia dicendo che avrebbero dovuto completare le operazioni ed uscire”. Una volta nel corridoio, la gente riprende a inveire. “Chi sono? Perché lo Stato gli dà questa protezione?”, si chiede Salvatore Veneruso, un altro rappresentante di lista di “Sinistra e Libertà”. Una ragazza, Gelsomina Romagnoli, 18 [anni] anche lei, dice: “Ho visto una signora anziana che strappava la tessera elettorale e se ne andava”. Vanno via precipitosamente anche i Letizia.
(Articolo di Conchita Sannino pubblicato su “la Repubblica”, 08/06/09, pagina 6)