Condannare e comprendere
Le righe che seguiranno appariranno, agli occhi di molti, o forse di tutti tranne che ai miei, eccessive, provocatorie, deliranti.
Bene, mi piace che certi articoli del blog siano dolorosi e scomodi, per cui vado avanti.
Spero di stimolare una sorta di dibattito tra i commentatori, se ce ne saranno;altrimenti, fa lo stesso.
Si tratta di comprendere e di trovare una logica in chi uccide senza nessuna motivazione, in chi cancella vite umane per sfizio, per passare il tempo o per cose del genere.
Il punto è che, a mio parere, l’omicidio gratuito è il risultato di alcune forme di dubbio spinte all’estremo.
Scarnificando alcune costanti che spesso vengono acquisite per forza d’inerzia, perché fin dalla nascita ci vengono iniettate, protette dal certificato di “esenti dal relativismo”, perché sono “norme” su cui è vietato farsi domande, tutto diviene possibile e, sta qui il punto, diviene comprensibile, anche a chi, naturalmente, condanna in pieno ogni barbarie.
Partiamo dall’abolizione dell’ idea di Dio.
Non che da questo punto di vista l’ateismo significhi molto, dal momento che lascia inalterata l’etica personale, che è in accordo con l’etica collettiva, e che ognuno persegue.
Certo, non credere al castigo o al premio eterno, in base a quel che di bene o di male si è fatto in vita, provoca una “libertà” maggiore nell’individuo.
Tale libertà è comunque, come ho detto, ancora frenata dai tentacoli della morale.
Ovviamente, è possibile e anzi necessario dubitare dell’esistenza del Primo Mobile…chi ritiene incomprensibile non accettarla passivamente, spieghi perché, e che cosa la rende necessaria.
Difficile, comunque, non dirsi d’accordo sull’ invito a dubitarne di Marx, Nietzsche, eccetera.
Il secondo passo è, evidentemente, l’abolizione della morale.
Valori come la lealtà, l’onestà, la sincerità, la bontà, sono veramente assoluti?
Sono insiti nella natura stessa dell’uomo o piuttosto, horribile dictu, sono principi di comodo, rispettati unicamente perché trasgredirli porterebbe all’estinzione della specie?
Evito di dilungarmi…
Ammettendo l’abolizione di Dio e della morale, nulla impedisce di essere dio di se stessi, di agire nella massima libertà, anche distruttiva, senza timore alcuno.
Certo, il terzo elemento in gioco, questa volta esterno, è la legge dello Stato che agisce per il bene dello stesso.
…Ma sarebbe terribilmente angosciante credere che l’unica ragione di un comportamento moralmente corretto sia, per l’uomo, soltanto la paura della pena in cui incorrerebbe se trasgredisse la legge.
Vorrei precisare, anche se credo sia superfluo, che non è mia intenzione elogiare l’assassinio o altri comportamenti brutali.
Ho soltanto la speranza di condividere una piccola riflessione, del resto non mia (non ho certo la pretesa di aver detto qualcosa di nuovo), su argomenti che in qualche modo continuano ad essere considerati tabù.
Pinguinence.






