Invito al pub
- Sì?
- Certo, sì! O almeno io la vedo così..
- Ok, e...?
- Come scusa?
- Straggha umputre come si veshh
- Mah, non ho capito solo in parte quel che hai detto, o almeno spero di aver capito. Comunque il punto è che il discorso si potrebbe affrontare anche senza tirare in ballo discorsi etici (e non vedo comunque perchè certi discorsi debbano essere evitati in questo contesto).
Rimaniamo a livello di forma, di categorie...mettiamo da parte i discorsi su ciò che dovrebbe essere umano (in fondo non so davvero se l'uomo sia "umano", per sua natura), ciò che dovrebbe essere giusto, in senso assoluto...mettiamo da parte ogni Verità.
Semplicemente, per una questione di simmetria (ecco, la simmetria si confà all'uomo più dell'umanità, suppongo. Date un'occhiata alle carte nautiche di secoli fa, ai templi, a milioni di quadri...difficile non trovare il concetto di simmetria), è logico ipotizzare, credo, che chi commette atti del genere debba in qualche modo pagare. Fin qui, credo, siamo tutti d'accordo...no? Andiamo oltre: visto che spingendo il dubbio e il relativismo ai limiti estremi si potrebbe dire, sicuramente avvalendosi di un più o meno sano gusto per la provocazione, che non sta scritto da nessuna parte che chi "sbaglia" deve pagare, tiriamo in ballo la legge.
La tiro in ballo semplicemente per sgomberare il campo da complicazioni che in un terreno del genere nascerebbero come funghi.
Consideriamo quindi la legge, consideriamola valida per comodità, consideriamola degna di rispetto semplicemente perchè il non rispettarla comporterebbe sanzioni.
Bene, non è proprio la legge a sostenere che essa stessa mira a "correggere" gli errori, a "punire", sì, ma non a vendicare?
Va bè, torniamo ad un semplice buon senso (ok, lo so, anche su questo ci sarebbe da discutere...ma allora una dovrebbe scrivere un'enciclopedia, non un commento)...dove stanno i lati positivi nel mettere in pratica un pena di intensità commisurata all'entità della colpa? Com'è possibile arrogarsi il diritto di uccidere un uomo perchè questo ne ha ucciso un altro?
Consideriamo la cosa anche da un punto di vista estetico, giusto per fare il dandy che pensa alle rilegature dei libri e se ne fotte del resto: la castrazione è un metodo esteticamente inaccettabile, grossolano, assurdo. Sono mezzo ironico, ovviamente, lo scrivo anche se immagino sia palese.
Come può essere presa in sonsiderazione la castrazione chimica? Se anche venisse applicata, risolverebbe (in modo brutale, ingiusto, financo banale) un problema, ma ne farebbe nascere 100!
Poi, probabilmente, si tratta semplicemente di punti di vista dominanti in una determinata epoca (in questo caso, i punti di vista che ormai fanno geneticamente parte di noi sono nati con il primo ominide, e non sono ancora morti. Nulla vieta però di pensare che tra qualche milioni di anni questi criteri saranno sovvertiti).
Niente, ahimè, non riesco ad affrontare brevemente questi discorsi senza impelagarmi nel Dubbio, su tutto, per tutto.
Torno quindi a quel senso di umanità che mi ero ripromesso all'inizio di non considerare, non è possibile farne a meno. L'eccesso di astrazione, tra l'altro, porta Raskol'nikov all'omicidio...
E' assurda la castrazione chimica, a mio parere, come è assurdo ogni mezzo che serve per compiacere la volontà distruttiva e vendicativa dgli uomini e non mira a "rieducare" ma, appunto, a distruggere.
Va bè sono un po' logorroico, scusa. ..
- No, il fatto è che ti avevo chiesto se domani vieni al solito pub..
- Ah, sì, certo..
- Buonanotte allora..
- Una notte serena, tra Raskol'nikov ed Epicuro, tra una mano tesa e un cappio che oscilla. Tra sangue e sperma, tra bestie e superuomini, tra vita e morte.
Una buonanotte, per l'uomo.
- Hei?? Dicevo...Buona notte!
- Sì, sì, Notte!!
Pinguinence.