domenica, 30 marzo 2008

Il gatto, lì sull'armadio, immobile a guardare giù, con l'aria di chi è attento e sereno, sa che quel che succede laggiù non lo riguarda, o forse sì, ma in ogni caso non lo scalfisce. Sotto di lui cani che abbaiano, bicchieri tintinnanti, risa...E lui, in alto, l'aria sorniona, il sonno che arriva a cullarlo lo trova con un sorriso appena accennato. Lunga vita ai gatti...

E anche a me che li osservo e che scrivo queste puttanate alle tre e mezzo del mattino, pregando il sonno che se e quando arriverà, inchioderà il mio sorriso rabbioso a una parete vuota, senza cani e bicchieri sotto, senza dio sopra.

Nichilismo vattene, la porta è aperta.

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categoria:rabbia, apatia, delirio
domenica, 23 marzo 2008


Quando ci vedremo
(spero tardi, e non m'importa come),
mettimi in un posto con la donna
e con gli amici miei;
lasciami un buco per guardare in fondo,
vorrei vedere qualche volta il mondo, il mio mondo...

Roberto Vecchioni

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categoria:musica, poesie, speranza
venerdì, 21 marzo 2008

Per te

Lontano lontano

Luigi Tenco

L. Tenco

(1966)

Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.

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categoria:musica, poesie, amore
giovedì, 20 marzo 2008

 

Prendete l'italiano medio. Ora è ovvio che non esiste, e non esiste  l'uomo standard, il cittadino medio, l'italiano archetipico e via proseguendo coi luoghi comuni.

Bene, detto questo, prendete l'italiano medio. Se non c'è non importa, pensate a lui. Posso anche dirvi com'è: l'italiano medio ha un orologio piuttosto grosso al polso, va in chiesa la domenica o dice di andarci, vi guarda con un misto di sospetto e derisione se gli parlate di Lenin, di Mozart, o di un vostro amico che si fa due canne all'anno. Strabuzza gli occhi se vi professate atei. Corre via inorridito se parlate di magia, ma non corre via prima di aver fatto qualche scongiuro che lo mostra legato alle forme più nauseanti di gretta superstizione.

All’italiano medio piace il gelato e ama il sesso con moderazione, in posizioni canoniche.  

Ama la Gazzetta dello Sport, e si interessa alle classifiche dei capocannonieri o dei difensori migliori ( dando per scontato che non esista altro oltre al calcio), gode nel farsi pigliare per il culo da chi ha buon gioco a sostenere che il calcio è uno sport. Si ostina a non vedere il giro di soldi pazzesco, la corruzione, la bassezza di tifosi, presidenti, giocatori, guardalinee e via dicendo.

Ama anche parlare dei prodigi di Vieri, del culo della Panicucci, del preoccupante zoppicare dell’ennesima soubrette e via dicendo.

L’italiano medio ha anche pregi: è solitamente ospitale, raramente nega un bicchiere di vino a un conoscente conosciuto mezz’ora prima, è dotato di senso pratico, sa uscire da situazioni difficili con discreto savoir faire.

L’italiano medio, e qua le statistiche mi danno ragione, è politicamente dannoso più di un figlio deforme di Lucifero e in ogni caso sostanzialmente stupido. Questa totale limitatezza intellettiva si palesa nella spaventosa affermazione “ Non importa votare, tanto sono tutti uguali”.

E’ quanto di più deleterio possa esistere un’affermazione del genere. Il perché dovrebbe essere comunque evidente a molti. L’italiano medio si crogiola nell’illusione di potersene fregare della politica, convinto che la politica gli renda il favore, fregandosene di lui. Dimenticando che ci sarà sempre qualcuno a governare anche per lui.

 

Bene, dicevo: prendete l’italiano medio e considerate le prossime elezioni politiche.

Pensate agli schieramenti in ballo, e ai due partiti maggioritari: Pdl e PD. Ipotizzate ragionevolmente una vittoria del Pdl ( terribile solo a scriverlo…terribile ma, ahimè, probabile).

 

Ci attendono gli anni più bui della recente (e non) storia italiana.

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categoria:riflessioni, delusione
domenica, 16 marzo 2008
Essere aggrediti, dopo un paio di birre, tiri di dadi, sorrisi sinceri e risate deliranti, dalla voce stridula di una donnina al balcone che sillaba " M'importa 'na sega voglio dormì anch'io de'" non ha prezzo...
postato da: Pinguino86 alle ore 22:10 | Permalink | commenti (8)
categoria:vita, amici
sabato, 15 marzo 2008

I Prophesy Disaster...

Momenti di catastrofismo e di abbattimento. Sono ottime basi per un auspicabile rovesciamento in positivo, come qualche volta è capitato ultimamente. Ad ogni modo, per ora, I prophesy disaster...

postato da: Pinguino86 alle ore 17:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, poesie, malinconia
mercoledì, 12 marzo 2008

Assenzio perfect

Etre désespéré, mais avec élégance...

postato da: Pinguino86 alle ore 21:52 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica, poesie, magia, apatia
mercoledì, 12 marzo 2008

L'anno che è venuto - Roberto Vecchioni

Caro amico non scrivermi, vado via
Da stasera non abito a casa mia
Il disordine arriva già fino al tetto
Qui restare significa finire matto
Sento voglia di vivere la mia vita
La sua faccia di rimmel si è scolorita
Per le antiche scale c'è un poeta nuovo
Troppo giovane per dire "mi sento solo..."

Lei ritorna tardissimo dal dentista
Io la spio dietro i sacchi dalla mia finestra
Ha due gambe da musica giapponese
E una bocca che è buona per tutte le scuse

Bella la sua testa da assassina
Da senza sogni, da malandrina
Ha cambiato tutto cambierà mariti
Cambieranno i suoi amici travestiti

E l'anno che è venuto
E' solo un anno che è venuto
E l'anno che è venuto
E' solo un anno che è passato
E l'anno che è passato
E' solo un anno che se n'è andato via...

Caro amico non scrivermi vado via
Da bambino giocavo con la nostalgia
Oggi lascio da autentico gentiluomo
E pensandoci bene, poi, forse non l'amo...

Belle le sue calze, bello il suo balcone
Il suo letto, la sua conversazione
Non avrò più paura di farmi male

E l'anno che è venuto
E' solo un anno che è venuto
E l'anno che è venuto
solo un anno che è passato
E l'anno che è passato
E' solo un anno che ho vissuto
E l'anno che è passato
E' solo un anno che se n'è andato via.

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categoria:musica, poesie
lunedì, 10 marzo 2008
W Zapatero!
postato da: Pinguino86 alle ore 20:55 | Permalink | commenti (4)
categoria:riflessioni, speranza
martedì, 04 marzo 2008

"La morte è una delle poche cose che puoi fare stando comodamente disteso"

Woody, ti Amo...profondamente.

                               Tuo, Marco.

;)

postato da: Pinguino86 alle ore 21:32 | Permalink | commenti (8)
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