lunedì, 30 giugno 2008

Da qualche giorno non faccio altro che ascoltare “Sad-Eyed Lady of the Lowlands”. Chi passa di qua e, dopo aver letto il titolo che ho appena citato, si accorge di non conoscere quel capolavoro e non è interessato a colmare la terribile lacuna è pregato di trovare un modo qualunque per uscire dal consorzio umano. Chi invece già lo conosce, si lasci baciare in bocca dal sottoscritto in un attimo di fusione panica verso chiunque sia in grado di deliziarsi con quelle note. Chi ne ignora l’esistenza ma è mosso da provvidenziale curiosità, lo scarichi quanto prima, o se lo lasci inviare da me, o compri il disco (un capolavoro assoluto nella storia del Rock).

In ogni caso riporto qui la traduzione del testo. Per me è probabilmente la più bella canzone d’ “amore”, in assoluto.

Ah, dimenticavo, se associate “canzone d’amore” a “Sanremo”, lapidatevi da soli.

 

SIGNORA DELLE PIANURE DAGLI OCCHI TRISTI
parole e musica Bob Dylan

Con la tua bocca di mercurio nei tempi missionari
ed i tuoi occhi come fumo e le tue preghiere come rime
e la tua croce d'argento e la tua voce come campane
oh, chi tra loro pensi potrebbe seppellirti?
Con le tue tasche finalmente ben protette
e le tue visioni di tram sull'erba
e la tua carne come seta ed il tuo viso come vetro
Chi tra loro pensi potrebbe trasportarti?
Signora delle pianure dagli occhi tristi
dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun uomo giunge
i miei occhi di magazzino, i miei tamburi arabi,
li lascio alla tua porta
o, signora dagli occhi tristi, devo aspettare?

Con le tue lenzuola come metallo e la tua cintura come merletto
ed il tuo mazzo di carte senza il fante e l'asso
ed i tuoi vestiti da cantina ed il tuo viso scavato
Chi tra loro potrebbe mai pensare di ingannarti?
Con la tua silhouette quando la luce del sole si abbassa
nei tuoi occhi dove nuota la luce lunare,
e le tue canzoni scritte su scatole di fiammiferi ed i tuoi inni zingari
Chi tra loro vorrebbe cercare di impressionarti?
Signora delle pianure dagli occhi tristi
dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun uomo giunge
i miei occhi di magazzino, i miei tamburi arabi,
li lascio alla tua porta
o, signora dagli occhi tristi, devo aspettare?

I re di Tiro con la loro lista dei condannati
stanno aspettando in fila per il loro bacio di geranio,
e tu non sapevi che sarebbe successo,
ma chi tra loro vuole veramente baciarti?
Con le fiamme della tua infanzia e la tua coperta di mezzanotte
ed i tuoi modi spagnoli e le medicine di tua madre
e la tua bocca da cowboy e le tue spine da coprifuoco
chi tra loro pensi potrebbe resisterti?
Signora delle pianure dagli occhi tristi
dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun uomo giunge
i miei occhi di magazzino, i miei tamburi arabi,
li lascio alla tua porta
o, signora dagli occhi tristi, devo aspettare?

Oh, i fattori e gli uomini d'affari, hanno deciso tutti
di mostrarti gli angeli morti che erano soliti nascondere
Ma perchè ti hanno scelta per stare dalla loro parte?
Come hanno potuto scambiarti con un'altra?
Volevano che ti prendessi la colpa
ma col mare ai tuoi piedi ed il falso falso allarme,
e con il bimbo di un teppista stretto tra le tue braccia
Come avrebbero mai potuto convincerti?
Signora delle pianure dagli occhi tristi
dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun uomo giunge
i miei occhi di magazzino, i miei tamburi arabi,
li lascio alla tua porta
o, signora dagli occhi tristi, devo aspettare?

Con il tuo ricordo su foglio di metallo di Cannery Row,
ed il tuo marito-rivista che un giorno dovette proprio andare
e la tua gentilezza che ora proprio non riesci a non mostrare
Chi tra loro pensi ti assumerebbe?
Ora te ne stai col tuo ladro, sei in parola con lui,
con il tuo medaglione sacro che le tue dita avvolgono
Ed il tuo viso di santa e la tua anima di spettro
Oh, chi tra loro pensi potrebbe distruggerti?
Signora delle pianure dagli occhi tristi
dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun uomo giunge
i miei occhi di magazzino, i miei tamburi arabi,
li lascio alla tua porta
o, signora dagli occhi tristi, devo aspettare?


traduzione di Michele Murino 

(Traduzione prelevata dal sito http://www.maggiesfarm.it/, in pratica un’enciclopedia virtuale su Bob Dylan).


 

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sabato, 28 giugno 2008

C’è chi cerca di stordirsi con alcol e droghe varie. Io lo faccio guardando Castelli e i suoi occhiali.

Senza nulla togliere a qualche bicchiere di buon vino, il sottosegretario leghista causa effetti di gran lunga superiori.

Guardate lui, e i suoi occhiali. Dunque, le lenti degli occhiali sono perfette circonferenze. A volte però sembrano ellittiche. Ma ciò non è possibile: quando assumono quella forma, è perché si deforma Castelli. Diventa tondo. Quindi guardate di nuovo gli occhiali, cerchi perfetti. ..E Castelli è un’ellisse.

Bene, dopo un po’di questa ginnastica per gli occhi, vi sentirete serenamente storditi. Non avrete particolari effetti collaterali, solo un po’ di nausea e un rasserenante distacco dal mondo. Risponderete a chiunque cercherà di comunicare con voi con un sonoro “ Vaffanculo”. Si consiglia quindi di evitare l’esperimento se dovete sostenere colloqui importanti o se, comunque, ci sono altre persone oltre a voi e al televisore..

 

(A Beatrice, con ironia e affetto. Yeah, fa molto dedica da scrittore affermato;)

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venerdì, 27 giugno 2008

Ho caldo. Un caldo atroce che. Neanche riesco a pensare, e poi non uscirò vivo da questi passaggi di tempo schiacciato da luoghi comuni sulle catene di montaggio della quotidianità/  e qualcuno starà raccogliendo specchi e sassi sulla battigia – fai vorticare i tramonti – già, a saperlo fare.

Spago su spago per legare una serata in decomposizione, ventre informe stanza di cervelli decomposti.

Schiacciato. Domani dicono sarà più fresco, guida piano e vai lontano, mah, che vuoi farci, tiriamo avanti, ti pare di esser furbo? Rosso di sera, come va? Tutto bene? Ohimè, diceva la Lea, pover’anima. Non sembra ma con quella maglietta bianco hai meno caldo. Caldo.

 

Verrai da me, Queen Jane?

 

Le scosse non sarò in grado di procurarmele, e loro non verranno da me.

Se l’80% dei libri se ne uscisse dalla porta, o dalla finestra, non mi porterebbe via neanche un centimetro di epidermide. O forse non ho più epidermide, e neanche organi interni, e neanche un’anima.

Non voglio dire niente, dico qualcosa ed è una svista.

Dio, che caldo.

 

She don’t look back.

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venerdì, 27 giugno 2008

"Al di là dei pomeriggi in cui fabbrichi il tuo mondo che ti tradirà…"

postato da: Pinguino86 alle ore 20:12 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 26 giugno 2008


Vorrei condividere con voi alcune bellissime parole di De André. Ora che i Rom vengono considerati, tutti e indistitamente, leggermente più detestabili di Lucifero, potrebbero fare riflettere un po'.

Colgo l'occasione per maledire il caldo per la ventiquattresima volta da quando mi sono alzato.

postato da: Pinguino86 alle ore 13:28 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 25 giugno 2008

Caro Silvio, nessuno vuole vederti con le mani legate, ci mancherebbe. Il collo legato, quello sì, vorrei vederlo. E i piedi a un metro da terra.

...Sognando un'Italia senza metastasi berlusconiane.

postato da: Pinguino86 alle ore 21:54 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 24 giugno 2008

Collage

...Just me

postato da: Pinguino86 alle ore 23:07 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 24 giugno 2008

Neanche Lisa Germano è riuscita a flagellarmi l’anima e ad entrarmi dentro davvero. Non sono uscito completamente illeso dall’ascolto di Geek The Girl, ma non mi ha sconvolto, come ha sempre fatto. Gocce di bruciante malinconia intorno, sì, e un tramonto che geme, sì, e ricordi che riaffiorano. Ma è tutto esterno a me, vicino, vicino da sentirne il melodico indistinto rumore, ma non dentro di me. Una carezza leggera, al più.

Continuo a muovermi di moto involontario sulla superficie della realtà e di me stesso, senza preoccuparmi della direzione, né della velocità. Mi spaventa un po’, la cosa.

Non c’è corrispondenza tra le parole, i pensieri, l’atto. Non c’è corrispondenza nemmeno tra pensiero e pensiero, stratificati su livelli diversi, convergenti a volte e a volte in contraddizione.

 


Lisa Germano - Geek the girl

 

Cancer of everything

 I won't settle down, I can't settle down
I won't cut it out, I won't quit
I'm not trying hard, I not getting well
I'm not improving, I won't do anything
This is a happy song
'Cause I want cancer of everything, yeah right
And if I fall down in a face of scars, I get attention
Cancer of everything
I won't grow up, I can't grow up
I must feel sick, I sure you do
I'm not trying hard, I'm not sleeping well
I'm not growing, I won't do anything
This isn't good for me
But you just wait and see how much attention I get
Oh, I got cancer of everything
It sure works for me
So this is a happy song
And nobody seems to care
And my shit is everywhere
Too much of this too much of that
Surround yourself with yourself
Get some attention
And if fall down in a face of scars, well I don't know
You could leave me alone
I got Cancer of everything
Yeah, I don't fell so good
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lunedì, 23 giugno 2008

Rivendico il diritto di avere una natura vampirica.

Diritto spesse volte insidiato, soprattutto in questo magnifico periodo che i più fantasiosi definiscono “bello” e i più umani “estate”, semplicemente. “Stagione maledetta”, per il sottoscritto, ma va bene anche “Mesi adatti ai serpenti” o “ estate di merda”.

Dunque, non posso divertirmi in discoteca, le odio, quindi non vedo il motivo di andarci. Non sopporto il caldo e il sole che ti batte sul grugno senza pietà. Non sopporto quei ritornelli idioti, i famosi tormentoni, che di norma hanno il prodigioso effetto di farti incazzare anche nei momenti di serafica distensione, anche quando ti sembra proprio impossibile.

Detesto le zanzare gli zampironi e l’odore delle creme protettive. E il suonino imbecille della trombetta del gelataio che ogni venerdì passa di qua verso quest’ora, e tutti gli sberci dei bimbi e dei vecchi che puntualmente seguono all’epifania del gelataio.

Insomma, a tutte queste cose preferisco il paletto di frassino, ecco.

Ogni tanto è il caso di ricordarlo.

 

postato da: Pinguino86 alle ore 20:20 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 23 giugno 2008

…I tuoi baci parlavano, e non solo di sesso o carezze. Parlavano di tutto, ed erano bellissime liriche appena accennate o gridate. Vissute e viventi. Mi piacerebbe che tu, ricordandoli, sapessi ancora capire la loro lingua, la loro poesia. Per il tuo bene…

postato da: Pinguino86 alle ore 09:33 | Permalink | commenti (3)
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