
Gina Pane - Azione Sentimentale

Gina Pane - Azione Sentimentale
Al centro del fiume
Due parole vestite da anticonformiste non mi fanno sentire grande dolore.
Ancora una volta, non c’è niente di nuovo. Se non la sorpresa per il reiterarsi continuo delle stesse parole e degli stessi comportamenti. Almeno il copione potresti memorizzarlo meglio, però.
Certe figure non può permettersele, una così.
La nuvola di charme è una nuvola di smog e la prima a subirne gli effetti sei tu. Ti copre ti oscura e gli altri ci guadagnano.
Mi dispiace per il biossido di carbonio, ma ad ogni modo non ha mai fatto una bella vita,
Dopotutto.
Ancora tu, spogliata di anticonformismo…e c’è quasi da rimpiangerlo, per aver qualcosa da toccare, invece che il niente.
C’è da rimpiangere anche il niente, per aver qualcosa attraverso cui poter vedere, invece che un corpo insipido che copre il paesaggio.
Ma creare un po’ di nebbia è facile
E sì, torna a farlo.
Densa e spessa,
e io vorrei abbracciarla
la nebbia il fumo e le parole vuote
scoparla e poi disperderla
come si scacciano le mosche.
Ora, le citazioni, o le poesie di qualche nome famoso, o i testi di canzoni che posto non sono riempitivi., sono soltanto quel che vorrei dire in un certo momento se sapessi scrivere in un certo modo. Premessa ovvia, ma non troppo.
Vorrei Regnare - Garbo
Io con te lungo la ferrovia
guardo i sassi e poi non so
e ho le mani bianche dicevamo...
voglio vivere di più
vorrei vivere di più
Vorrei regnare sulle cose che cambiano
i volti
vorrei regnare sulle cose
che cambiano...che cambiano
E tu dolce tormento mio
lascia che ti porti a camminare
per noi distanze eterne da coprire
guardo avanti e poi lo so...
vorrei vivere di più
Vorrei regnare sulle cose che cambiano
i volti
vorrei regnare sulle cose
che cambiano...che cambiano.
Elisir del ricordo futuro (conosciuto anche come “Pozione del presente che sarà e del futuro che era”).
Costo: * Difficoltà: ****** Tempo: /
Scaldate innanzitutto la vostra intera personalità sul fuoco della malinconia, a fiamma bassa.
E' bene lubrificarne le pareti con un po' di distrazione e alcol.
Nel frattempo, mettete da parte gli occhi profondi e stupiti di lei, i suoi capelli magnetici e i sorrisi incerti. Abbiate cura di evitare i sorrisi decisi e sicuri di se’, scegliete il leggero inarcarsi del labbro superiore, i denti scoperti quasi con esitazione, i sorrisi celati dalla testa abbassata.
Mescolate bene e aggiungete il tutto alle aspirazioni future e ai fantasmi passati, che saranno dati da timori personali, volontà di cambiamento e voglia di spontaneità.
Ottenuto un unico impasto, versatelo nel contenitore scaldato in precedenza.
Lasciate passare il tempo, non quantificabile e forse non necessario.
Innaffiare l’elisir con stelle e lacrime di gioia e dolore, nella quantità che desiderate.
00.41
Non pensavo di provare piacere nell’ingranare così velocemente le marce e nel cupo rumore dei giri del motore che salgono. Non questo tipo di piacere. Sulla strada nera che porta NOvunque continuo a non vedere schiarite, all’orizzonte, o stelle cadenti. Ma avverto l’indecorosa incapacità di respirare i profumi che passano, e magari non tornano. Sono cieco prima, esitante durante, immalinconito dopo. Arrabbiato dopo ancora. …E lo specchietto retrovisore funziona sempre benissimo.
A vedermi da fuori devo essere comico, come un delfino che cerca di camminare.
Io non sono sempre così, non lo sono sempre stato.
C’è qualcosa che non va. Tra la mia volontà, i miei desideri, i miei freni, le mie inibizioni, le mie esitazioni, e le speranze e le illusioni c’è uno scontro di incredibile violenza. Io non sono armonico, estremizzo ogni aspetto di me, e sto a vedere con simulato distacco lo spettacolo. Passo a raccattare quel che muore, poi. Ma ogni volta è sempre anche un po’ di me a morire, un teatro di guerra non rimane mai completamente intatto.
La posizione del mio io non è quella che assumo, io sono altrove, occupatissimo a scorgere deboli raggi di luce davanti a me, e a non vedere quelli accanto.
Io adoro i raggi che sono al mio fianco, e però non lo comunico, mi confondo, mi perdo e cala il caos. Non il silenzio.
Il mio io è grato a quei raggi, moltissimo. Ma quando uno si sblocca, ha altri panorami ai suoi lati.
E anche l’acceleratore, cazzo, funziona sempre benissimo.
Un abbraccio profondo dal fondo del mio nauseato stomaco.
“Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire aquiloni.
Si è seduto tra i ricordi vicini, rumori lontani
guarda il muro e si guarda le mani,
guarda il muro e si guarda le mani....”
…Ma io non lecco il mio sangue, e di notte mi illumino della luce che ricevo.
PS. Per i pochi che capiscono…apprezzatelo, sono IO scomposto in parole. Per i più: non date importanza a questo post.
Buonanotte.
Da un po' di tempo c'è al mio posto
Quando viene gente un manichino di cartone
Così lui ascolta gli altri e io mi posso
Dedicare in pace alla masturbazione
(Roberto Vecchioni – “Montecristo”)
SPENTO
(Senza interruttori a disposizione)
Cronaca da un non paese
Qualche giorno fa, un impiegato di Genova è stato acciuffato mentre cercava goffamente, armato di un coltello da cucina, di rapinare una banca.
L’uomo, incensurato, si era licenziato dal suo incarico di cassiere dopo aver accettato un’offerta di lavoro come responsabile di settore presso lo stesso supermercato.
Tra il licenziamento e il nuovo impiego passano due mesi, durante i quali viene lasciato dalla moglie a cui deve pagare gli alimenti, e deve prendere una casa in affitto.
Bene, in un momento di disperazione, tenta di rapinare la banca.
In casi del genere, di norma, vengono dati gli arresti domiciliari. Ed è quello che stabilisce in un primo momento il Gip. Un PM però decide che la pena sarebbe troppo blanda, e vede necessaria la reclusione.
Il motivo? Il micidiale rapinatore sarebbe potuto diventare nel giro di poco tempo precario, ragione per cui, secondo il PM, sarebbe potuto tornare a compiere l’atroce reato.
Dopo gli aggravanti razziali, allucinante e razzista pensata degna della cosca al governo, dobbiamo aspettarci gli aggravanti sul precariato?
Attenzione, c’è un problema grave.
Questo blog ha ricevuto una visista da un abitante di Fivizzano. Ora non so chi sia lo sconosciuto visitatore…Ma so che Bondi è stato il sindaco di quel paesello.
Brrrr…dovrò trovare un modo per far benedire questo sito!!
I fear that I am ordinary, just like everyone
to lie here and die among the sorrows
adrift among the days
for everything I ever said
and everything I've ever done is gone and dead
as all things must surely have to end
[ … ]
But I knew exactly where i was
and I knew the meaning of it all
and I knew the distance to the sun
and I knew the echo that is love
and I knew the secrets in your spires
and I knew the emptiness of youth
and I knew the solitude of heart
and I knew the murmurs of the soul
and the world is drawn into your hands
and the world is etched upon your heart
and the world so hard to understand
is the world your can't live without
and I knew the silence of the world
Muzzle – Smashing Pumpkins
(C’è la rabbia e il lirismo dei Van Der Graaf Generator qui dentro, e la stessa nevrosi…Non importa far notare ogni volta che gli SP erano sopravvalutati, un fenomeno effimero, un condensato di patetismo e tragedia da quattro soldi per scalare le classifiche. Questo brano, per me, è un capolavoro.)