mercoledì, 26 novembre 2008

 Di telai e di fumo

Tessere i fili del fumo

Che sdipani al mio fianco

Richiede attenzione

E i miei scritti corsari

Oscurati, incazzati

Obliati dal mio cucire

Interiore svaniscono

Sotto le mie dita indecise

E derise, e tra l’orecchio e l’intùito

Vicino al centro perfetto

Di un bersaglio grigio incerto

Non sciolgo la matassa che mi lanci

 Conglomerato bituminoso di pensieri

Tessere di domino  

in arreso cadente perpetuo moto

Intuìto nell’aria in cui puoi nuotare

Se sai, in cui so scappare

Se posso, per  ricordarti scopare

Con la sigaretta ormai spenta

…rimata fumosa  vendetta.

 

postato da: Pinguino86 alle ore 22:35 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 23 novembre 2008

Albe tragiche

 

Ditele che col sangue che sgorga dalle mie labbra può disegnare tramonti bellissimi. O albe tragiche. Per la firma, se non basta il mio rosso, può usare il rimmel sciolto delle sue ciglia. Ditele che di notte abbrevi gli aborti difficili delle mie parole espulse con contrazioni ansiogene soffocandole con baci silenzianti. Ditele di usare le mie vibrazioni per accordare la sua chitarra, e che mi suoni l’accordo “che Davide suonava e compiaceva il Signore”.

 

“Ma tu non ti interessi davvero di musica, no?”

postato da: Pinguino86 alle ore 14:25 | Permalink | commenti (10)
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domenica, 23 novembre 2008

 

Rimedi

 

Portate l’Italia in Siberia. Lì uno stato marcio si mantiene abbastanza bene.

postato da: Pinguino86 alle ore 00:57 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 21 novembre 2008

Polveri sottili

 

Frangiflutti dovuque / palpebre – timpano – epiglottide / e quando ti va di lusso fingi, e magari ci credi davvero di farti nuotate feroci in quella polvere d’acqua che ti raggiunge e ti si posa addosso, come un velo compassionevole / come un leone affamato, tu dici , e magari ci credi davvero.

 

“Soffiasse davvero quel vento di scirocco...”

postato da: Pinguino86 alle ore 21:32 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 19 novembre 2008

Crepacosmo

 

E’ che mi dici che non sono solo, è che anche io me lo dico. E non capisco a chi lo diciamo, ma non suonano solo come consolazioni. Dovrebbe esserci un grande unico fegato, dei polmoni enormi, un cuore che pompi tonnellate di sangue da far crollare in un attimo la Diga delle Tre Gole, con due sole tonsille, ai lati della gola profonda.

Dovremmo ritrovarci e bivaccare sui dossi dell’intestino, o sulle amache degli assoni neuronali. E baciarci, stringerci, facendo sussultare gli unici organi esistenti.

Ma abbiamo mani diverse, e gli sguardi li incrociamo, non ci guardiamo con unici occhi, e la birra che bevi non fa nulla al mio stomaco. Le note a ottanta decibel su di me non scuotono il tuo sonno.

E scoparti non è masturbarmi (scoparmi non è masturbarti).

E’ un errore di forma. Nel Tutto ci sguazziamo, ma ciascuno ci sguazza con un suo tutto…

E’ il microcosmo che dovrebbe schiattare, senza esalare l’anima, che non dovrebbe esserci. A occhio e croce.

postato da: Pinguino86 alle ore 10:33 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 17 novembre 2008

Elettrico

 

Elettrico il tuo sguardo

Velluto di prima mano

Seconda mano,seconda ondata

Se cambia il tempo e il vento

Seconda ondata ed è netto

Lo scarto interiore che avverto

Il distacco sprezzante che ammetto

Che si avvinghia ai polsi

Ai tuoi pazzi polsi pozzi in difetto

Di banalità da dire e non capire

Che ti si avvinghia addosso, e lo colsi

Alla luce delle tue iridi spente

All’ombra del tuo sguardo nero, ed è vero

Che la distanza è totale,

 tra quei polsi  e il reale

tra le tue  mani tremanti

e le voci ansimanti

gemiti perdenti

di cartelloni reietti

e di salotti perfetti

 

Occluse con le tue parole serie

Le feritoie oscene

Da cui il mondo può colpire

Colpirti ferirti tradirti

E  la tua fiducia non l’ha avuta

Mai l’hai ascoltato, il suo moto nauseato

Cicaleccio secolare inalterato

Inalberato su corde millenarie

…le coronarie annoiate

Il metro quadro han reclamato

Il quadrato in cui svetti

Ed ometti le tette rifatte

La mente cangiante

L’ostinazione che serve

Per dire son io

Per gridare è mio.

 

..Per saperti, dio mio, mio dio.

postato da: Pinguino86 alle ore 14:42 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 16 novembre 2008

HPIM1718

 

“…Andiamo a vedere le luci della centrale elettrica, andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall’alto dei nostri elicotteri immaginari, andiamo a dare fuoco ai tramonti e alle macchine parcheggiate male, ad assaltare ancora i cieli, a farci sconfiggere e finire sui telegiornali”

 

postato da: Pinguino86 alle ore 11:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:cage, livorno, le luci della centrale elettrica
giovedì, 13 novembre 2008

 Di occhi e di denti

 

Spiacente se i miei denti soffrono io esulto nel sentirli addolorati, strappano pezzi di mondo che non possono digerire, e la sofferenza è giusta punizione. E di finire giù neanche ci pensano. Lo stomaco non li accoglierebbe, i pezzi strappati. E giù, lo sono già da un po’, i denti.

Nella nota distorta dei gargarismi ci sono i nostri sguardi disillusi che non trovano appigli, e in caduta vedono i pioli di vecchie scale cadere. E le pupille di Baudelaire sfavillavano con più vigore, e con più rumore si disfacevano le scale, le mansarde e i pavimenti. Migliore vista per un miglior sfacelo.

…E i tuoi occhi vibravano così tanto e si dimenavano, ma non cadevano, e con un po’ di forza potrebbero, o avrebbero potuto, star buoni nella mia mano, senza essere schiacciati.

Aprili bene, e non aver paura.

Io ne ho, ma non li schiaccerò.

Se la paura non mi schiaccerà,

e gli occhi, comunque, rimarranno.

Intatti.

 

postato da: Pinguino86 alle ore 22:15 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 11 novembre 2008

Stream of consciousness (da una delirante conversazione su msn)

 

Ché se a volte le differenze di sesso sparissero, ci guadagneremmo tutti, per un attimo, dico se sparissero per un attimo, per abbracci sinceri  e complimenti senza possibilità di interessamento/essere interessati/interesse che vedi e cerchi tutti lo fanno me compreso l'interesse, che fregatura.  tutto ok mamma, sto solo sanguinando, said Bob. I distributori di chewing-gum, dicono gli Offlaga Disco Pax, erano a colori – ennesima fregatura- ché il rosso che vedo io non è il rosso che vedi te/tu (te) o il rosso che vede un altro. Anche se non sarà blu. Pur dando per scontato l’esistenza del blu e del rosso.

 

E però un abbraccio al chiaro di luna lo voglio coi grilli - magari non meccanici - per sottofondo, da chi la realtà la vede come caos, un casino enorme. Con tanto di puttane e Maroni incazzato. Da chi si incazza, anche con la Luna, e non la guarda coi foglietti dei baci perugina in tasca. Oh yeah.

 

postato da: Pinguino86 alle ore 23:18 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 11 novembre 2008

Esiste ancora chi fa domande (a Trilly Campanellino)

Quello che sto scrivendo ora non ha, necessariamente, nessun barlume di “appeal”. Per colpa della mia cattiva memoria non sono più in grado di dire la data del triste accaduto, né nient’altro che dia un minimo di accuratezza al post.

Quindi non sto a girarci intorno, ma vi giuro che ho visto al tg1 un’intervista a Trilly Campanellino. Incuriosito dal nome (ignoravo cosa/chi fosse) ho alzato gli occhi verso il monitor e mi sono gustato l’orribile spettacolo.

C’era un giornalista che faceva domande a un disegnino miracolosamente animato da qualche computer. Una specie di fatina con voce stridula (se quelle son le fate, piuttosto che incontrarle è preferibile aggrapparsi alle corna di Belzebù). E il “giornalista” in questione continuava a fare domande, un’intervista con tutti i crismi.

Spero che qualcuno abbia visto la scena, altrimenti passo definitivamente per pazzo.

 

Niente, mi andava di riportare la cosa qui. A futura memoria, quando ci risveglieremo da questo pessimo sogno (di cui l’intervista a Campanellino, ci mancherebbe, altro non è che una frivola e banale emanazione).

 

postato da: Pinguino86 alle ore 18:29 | Permalink | commenti
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