lunedì, 26 gennaio 2009

Primo Levi
Se questo è un uomo


Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi, 10 gennaio 1946)
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giovedì, 22 gennaio 2009

PAUSA

 

Il blog va in pausa per un po’. Il perché chiedetelo a lui; io non oso fargli domande per paura che si innervosisca e mi aggredisca. Lo lascio quindi qui, per un po’,così, per smaltire, un’altra virgola, così, così, ancora, basta. Pausa.

postato da: Pinguino86 alle ore 15:37 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 20 gennaio 2009

“La tua assenza è un assedio”

 

Riporto un testo di Piero Ciampi: poeta,  cantante, anarchico, alcolizzato, livornese. Anche a lui, grazie.

 

 

ADIUS (Piero Ciampi - Marchetti)

Il tuo viso esiste fresco
mentre una sera scende dolce
sul porto.
Tu mi manchi molto,
ogni ora di più.
La tua assenza è un assedio
ma ti chiedo una tregua
prima dell'attacco finale
perchè un cuore giace inerte
rossastro sulla strada
e un gatto se lo mangia
tra gente indifferente
ma non sono io,
sono gli altri.
E così...

Vuoi stare vicina? nooo?
Ma vaffanculo. Ma vaffanculo.
Sono quarant'anni che ti voglio dire... ma vaffanculo.
Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo.

Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e
tu mi dici di no? Ma vaffanculo. Sai che cosa ti dico? va-ffan-culo. Te,
gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo. Vaffanculo .
Non ho altro da dirti. Sai che bel vaffanculo che ti porti nella tomba?
Perché io sono bello, sono bellissimo, e dove vai? Ma vaffanculo. E
non ridere, non conosci l'educazione, eh? Portami
una sedia, e vattene.

 

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sabato, 17 gennaio 2009

 

Elogio dei fischi stonati

 

Qualche graffa e un po’ di X in meno ti sarebbero colate dal naso, nelle notti splendenti, con le stelle ad angolo retto sul tuo corpo perfetto. Avresti costretto il cuore a ripartenze improvvise e pause azzardate, gli occhi all’orgoglio precario, ma vivo, di guardare se stessi e intuirsi diversi.

Le Marlboro ammucchiate in macchie imprecise, sui capelli in preghiera il fumo avrebbe tracciato un “sarò” libero, e un “sarò libera”.

Ma hai benedetto la carovana di goniometri, pluviometri, sismografi: tutti arnesi di famiglia.

Il tuo mondo, solo il tuo ti fischia, stonato, in segno di apprezzamento e ti vorrebbe indietro, con la serenità di chi sa che è inutile affaticarsi: ti avrà, indietro.

Ti reclama per pregare l’ultima morale divinità.

Il mio invece, suggerisce di dirti queste parole, a te che esisti a metà, e di accoltellare la tua divinità.

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giovedì, 15 gennaio 2009

 

Maregocciamare

 

A volte pesco ancora seduto sul bordo del tuo mare di rimmel.

Quel che rimane all’amo sempre più spesso lo libero per ucciderlo più in fretta e riconsegnarlo a quel lago nero salato. E giro il cuscino dall’altro lato, per gettarmi in un nero diverso. A volte le onde si increspano, sospinte dai miei sospiri, ma nessuno sembra notarle. Se mi volto tutti parlano di niente, qualcuno mi fissa negli occhi , e si arrende appena scavalcate le palpebre.

Altre volte la superficie è mossa dai rimpianti e schiarita dalle tue doppie punte.

 

Succede, poi, che si leva il sole. E la pozzanghera non evapora.

 

Al tramonto, la goccia in cui abbiamo nuotato è ancora lì, tremantelucente.

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categoria:riflessioni, malinconia, versicoli
domenica, 11 gennaio 2009

Fabrizio De André (Anni 60)  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“E adesso aspetterò domani | per avere nostalgia. | Signora libertà, signorina Anarchia | così preziosa come il vino, così gratis come la tristezza | con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.”

 

 

 

 “La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia | accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia.”

 

 

 

“Gli artisti, maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!”

 

 

...Grazie...

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categoria:citazioni, musica, malinconia
sabato, 10 gennaio 2009

Bill Murray

Dissoluzioni oniriche

L’insonnia non cresce in te

Non nasce, c’è – trasuda dai muri

Ed è lenta e opaca, è un tipo di morte

Che striscia e riflette i chiaroscuri

Interiori e l’intonaco triste

Della tua camera a gas

(A Gaza grida sangue  schegge

Non regge questo carillon

Carosello di immagini, va da se’

Che non serve. Ma va da se’

A correre sugli orli ci cadi dentro

E ti bagni, e vedi rosso il mondo

Gocce di vino intorno, gli occhiali

In fondo sono inganni vetrati

A soffiarlo puoi crearci castelli

Où la belle dame sans merci piange

Dove il suo uomo regna)

E tu non sogni, fermi il carosello

Apri gli occhi e guardi i muri

Che trasudano insonnia

Che non cresce, c’è

E non nasce, è in te

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categoria:apatia, versicoli
giovedì, 08 gennaio 2009

 Energia potenziale e cinetica

 

Color del muschio bagnato sui muri anneriti - un qualche tipo di verde spento e gocciolante, poco lucente.

Luce di un cielo marino dopo l’esplosione di una saetta, che è la stessa luce ma con meno energia.

(U = 0%   Ec = 100% -à U = 100%  Ec = 0%)

Energia accumulata realizzata e dispersa nelle quattro lettere componenti la parola stessa [ 100% - E(Ec1=14,28%) + N(Ec2= 14.28%) +E(Ec2 = 14.28%)

  R(Ec4 = 14.28%) + G(Ec5 = 14.28%) + I (Ec6 = 14.28%) + A (Ec6 = 14.28%)] = 0%

Parola pronunciata e terminata, e vocabolario esaurito.

Aspettando che la goccia cada, e la saetta squarci la carta da parati sopra la mia testa, ben oltre il soffitto.

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mercoledì, 07 gennaio 2009

 

Io non ho niente contro la scienza. Tra l’aria condizionata e il Papa scelgo l’aria condizionata!   

postato da: Pinguino86 alle ore 23:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni
mercoledì, 07 gennaio 2009


DeadCanDance_SpleenAndIdeal_lp

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: Pinguino86 alle ore 18:58 | Permalink | commenti
categoria:musica, poesie