Comitato per la risemantizzazione dei baci (Un segno a significare)
Comitato per la risemantizzazione dei baci. Se mai nascerà qualcosa del genere – un comitato effimero e goliardico, sicuramente stupido – ne farò parte, con ironia leggerezza, e stupidità.
Ma il problema, o forse è meglio dire “il punto”, è tutt’altro che scherzoso.
Mi sta un po’ stretto baciare per promettere, o per meglio definire un rapporto che mediante il bacio stesso “sale di grado”.
Mi sta stretto, e non certo perché sono un superuomo. Rientra tra le cose che ritengo in qualche modo evidenti, dopo aver premesso per l’ennesima volta che tra le cose evidenti non rientra nemmeno la mia esistenza (e dunque non chiedetemi cos’altro ci sia, di evidente).
Dunque, il problema o il punto o il nocciolo che dir si voglia, è che un bacio è un modo di comunicare. E’ un modo per dire “ Grazie per esserci, qui e ora, per essere quel che sei”.
Però non significa esattamente questo. Significa altro, riassumibile, per via di accostamenti e sinonimi nelle parole che ho racchiuso tra virgolette.
Un bacio non promette, non firma contratti, non si adagia su certezze sempiterne.
Un bacio non può, non deve, essere il sigillo degli amanti. Mi auguro che cadano distinzioni di questo tipo. Il bacio dovrebbe godere di una sincera e complice libertà, dovrebbe essere un segno di affetto. Non mi azzardo a scrivere “di amore”. Un segno a significare.
L’auspicio è che possa venir metabolizzata la consapevolezza che non c’è una parola per tutto. La realtà, multiforme ed immensa, non si fa tradurre in ogni suo angolo, in ogni suo aspetto, in parole.
Sfido a trovare un lemma sul miglior vocabolario che corrisponda alle sfumature, tenui ed estreme, di un bacio.
L’auspicio è che i baci tra veri amici siano la regola. Una regola non imposta, una “non convenzione”. L’auspicio è che possa esserci una spontaneità condivisibile e leggera.