Vento idiota
Verticali silenzi
Per ombre d’estasi
E fumi multinazionali
Per ammiccamenti
Da basso impero
Malgrado il vento
Impotente,
Malgrado i suoi diktat
Che per primo diserta,
la polvere permane
sul bordo consumato
del bicchiere
delle tue labbra
del sessantaquattresimo
di luna che appena si mostra
Rimane la terra calcata
Da Cesare, rimane intatto
Il trentottesimo parallelo
E l’eco rosso di grida fredde
Di guerre fredde, di Cristo e Shiva
Resistono le barricate
Di acari e di buon senso
Sul territorio neutrale dello schienale
Della sedia vuota,
Di fronte a me
Nell’aria colma di grida
E preghiere di morti infiniti
La tua presenza si percepisce
appena.






