mercoledì, 23 settembre 2009

Il Fatto Quotidiano è in edicola!

 

E’ in edicola il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro: Il Fatto Quotidiano.

Finalmente un giornale che si propone di fare informazione vera, di dare notizie e, notate bene, di analizzarle. Privo di finanziamenti pubblici, senza l’appoggio, o il condizionamento, di politici gruppi industriali e quant’altro.

Non essendo indovino, non so dire se saprà mantenersi ad ottimi livelli, di certo, però, ha tutte le carte in regola  per poterlo fare. E’ incredibile, sfogliandolo, mi assale lo stupore…e non è cosa normale, si tratta di un giornale, in fondo! Ecco, sta qui la sua peculiarità, finalmente in Italia è disponibile un giornale. Quasi nessun’altra accozzaglia di pagine inchiostro e anestetico può essere definito così.

Si è aperto un buchetto, un forellino picco piccolo, al centro di questa cappa che narcotizza tutti. Vero è che il foro è piccolo, ma è anche vero che la pressione è forte.

 

Insomma, sono contento.

 

Grazie a Travaglio, Padellaro, Gomez, Lillo, Massimo Fini, Flores D’Arcais e a tutti gli altri che hanno contribuito alla nascita del Fatto.

 

postato da: Pinguino86 alle ore 15:21 | Permalink | commenti
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domenica, 20 settembre 2009

 20/09/2009

 

Non osserverò nessun minuto di silenzio per chi è morto in una missione di guerra. Non mi farò adescare dalle balle di regime, che vogliono farti sentire in colpa se pensando a quei soldati che loro chiamano eroi, provi “solo” dispiacere per vite che si spengono, e di eroico non cogli proprio nulla, proprio nulla. Fiero di esser considerato come una specie di mostro amorale da certa gente.

Nessun minuto di silenzio per chi – più o meno consciamente- ha appoggiato una guerra tre volte sbagliata: innanzitutto perché guerra, poi perché guerra pretestuosa più di molte altre, comunque da condannare senza appello in quanto tali, infine perché guerra sfruttata per raggiungere una parossistica sudditanza verso l’America guidata, nell’anno 2001, dal peggior presidente della sua storia.

Provo un umano dispiacere per i quattro ragazzi morti. Ma, appunto, la sensazione è prontamente accompagnata da un’incazzatura bruciante per chi parla di inchini necessari verso chi ha tenuto alto l’onore dell’Italia. Patria, anzi, parlano di patria. Maiuscolo, Patria.

Nessun minuto di silenzio almeno fino a quando non ne osserveremo, magari due o tre, con commossa partecipazione,  per Gianni, Francesco o Mario, edicolante integro e retto stroncato da un infarto quando si accingeva a vendere l’ennesimo giornale, operaio colpito da un blocco di ferro mentre cercava di guadagnare due soldi per dar da mangiare alla famiglia, impiegato in una ditta di pompe funebri, riposi in pace nella bara che ha indicato, sul catalogo, milioni di volte ai clienti in lutto, amen.

 

 

 

 

 

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sabato, 19 settembre 2009

http://www.youtube.com/watch?v=p3GHeBK7wqE&feature=related

 

Annozero inizia il 24 Settembre, su Rai Due. 

 

Magari passa per caso da questo blog qualcuno che è interessato a leggere cose sui chewing-gum elettrici (perché, non so come, c’è chi tramite google è risalito fin qui digitando questa chiave di ricerca) o su chissà cos’altro, e potrebbe essere, chissà, uno dei molti che non sanno che uno dei pochissimi programmi televisivi italiani degni di attenzione ricomincerà giovedì prossimo. Naturalmente, senza spot televisivi, con la solita ferrea censura sui giornali eccetera, è anche comprensibile non saperlo.

Ad ogni modo, cliccate sul link qua in alto!

 

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sabato, 05 settembre 2009

L’amaca (di Michele Serra)

 

Per fare uscire dai gangheri i vescovi italiani (fin qui ben felici di chiudere gli occhi sull’intera gamma dei vizi capitali, in cambio di un governo obbediente sulla bioetica e generoso con la scuola privata) ci voleva proprio la sprangatura mediatica del direttore dell’Avvenire. Nel suo piccolo, anzi nel suo infimo, una specie di delitto Matteotti a mezzo stampa, con il Capo scavalcato e spiazzato dallo zelo punitivo dei suoi arditi.

Speriamo solamente che in un Paese già parecchio arrugginito nei suoi meccanismi democratici, nessuno pensi o speri che spetti ai vescovi il ruolo di ultimo baluardo contro il signor B. Vorrebbe dire che non c’è alcun margine, alcuna speranza di un’alternativa politica, niente di limpido e di partecipato, e che davvero sono i Palazzi (il Vaticano lo è, eccome) il solo motore della politica e del potere. Un gioco tutto interno ai “do ut des”, all’etica come merce di scambio, al complicato baratto tra l’appoggio politico al più pagano dei leader e una “politica per le famiglie” che lenisca i maldipancia del clero. Se il futuro sarà decisoall’internodi questo circuito molto opaco, oltre che bolliti siamo fritti.

 

Repubblica, Domenica 30 Agosto 2009

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venerdì, 04 settembre 2009

04/09/09

 

Arazzi di lettere incastonate in parole a impreziosire frasi e periodi, che si può scrivere per il piacere di farlo, e a rileggere questa pagina c’è il rischio concreto di rimanere delusi, ché è come se dentro alla testa, che è concentrica, ci fossero sempre dei tizi togati seduti maestosi su tribune, che sono concentriche, da che mondo è mondo, pronti a far cenno col pollice, pollice verso, ed è l’ignominia.

Ma le tribune sono vuote, basta volerlo, niente biglietti né autorizzazioni e i bagarini tutti ammalati, peste, peste nera.

Perché scrivi allora? Domanda di quelle che per una vita ti risuonano intorno, di quelle che cominciano a dare fastidio anche ai gatti, che soffiano, non a caso, e tu a pensare che quel rumore sia uno spiffero che viene da chissà dove, e invece è un gatto. Stupido. Tu, mica il gatto.

No, non ha molto di masturbatorio, questa messe di parole, anche se è un godimento, per l’autore e non per chi legge, ovvio.  Un godimento più sottile.

Scrivo per sentire le carezze della brezza che accarezza il volto, in questi balzi sgraziati tra una parola all’altra, tra una magia e l’altra. Per nutrirmi del suono di questa manciata di catene sillabiche – ogni parola è essenzialmente suono, ogni virgola una variazione di ritmo, una pausa, è jazz – per vedere se in mezzo a qualche frase compaiono i miei occhi, un po’ meno ermetici, per lasciarmi cullare da questa melodia, che proprio ipnotica forse non è, ma apre il cancello del sogno.  Un sogno spicciolo, certo, non un Sogno. Ma di un sogno mi accontento, io.

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martedì, 01 settembre 2009

Penetrazione

 

Emette segnali d’assedio

La cortina di luce e di cielo

Celeste immensa immobilità

Che addensa cumuli di riprovazione.

 

Poi, la ragione ci è chiara:

violata, profanata

nel suo turchino più bello

da un camino impietoso

 

Ed è il solito stupro

 

Indifferenti i passanti

sotto un cielo piangente

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