venerdì, 30 ottobre 2009

Per combattere l

(Fotogramma dal video ufficiale di “Per combattere l’acne” – le luci della centrale elettrica)

postato da: Pinguino86 alle ore 12:38 | Permalink | commenti
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martedì, 27 ottobre 2009

e se si stancassero di sorreggermi e mollassero la presa, questi acari lettighieri. E se ammutinandosi finissero schiacciati dal materasso schiacciato da me schiacciato da un cielo di neon fondamentalmente del cazzo.  da un cielo di neon, di portalettere, di posacenere, di ripostiglio, pattumiera di idee, con raccolta differenziata a riciclarle. Dio non starebbe mica bene qui, non ama i bugigattoli, credo.

e questa terra di fuochi fatui. di portaborse. di portali, di senza ali, di nani.

quando i tuoi baci faranno luce. e l’amplesso complesso illuminerà a  notte il giorno. e il black-out invocato porterà un buio saldo. solo le stelle per luci, violetto. bruceranno zanzare, bruceranno i miei versi.

quando gli acari lettighieri rimanderanno il suicidio e vorranno sorreggermi ancora un po’, e potrò scrivere ancora.

Quando i miei “Tu” non saranno più tradotti.

postato da: Pinguino86 alle ore 13:51 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 13 ottobre 2009

In limine (Battigia e promesse)

 

L’aria è di neve

Sporca di sere

Di miele zanzare

E parole inquinate

Naufraghi nostalgici

[Su terra straniera

(Estranea)]

Di maregrembo

Gremito di sogni

Su terra sterile

Mine ed amianto

Animato nonsenso

Nonsento

Richiami invoglianti

In limine:

La battigia promette,

Nel mare, a largo,

Un uranio migliore.

postato da: Pinguino86 alle ore 12:08 | Permalink | commenti (12)
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sabato, 10 ottobre 2009

Francis Bacon

Francis Bacon - Autoritratto

postato da: Pinguino86 alle ore 12:21 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 07 ottobre 2009

Al di sotto del bene e del male

 

Vengo a sapere in questo momento che il lodo Alfano è stato dichiarato “illegittimo” dalla Corte Costituzionale. Quello che agli occhi di qualsiasi bambino di prima elementare appariva come un modo per elevare quattro cittadini al di sopra della legge è stato ritenuto tale anche dalla Consulta.

 

Devo fermarmi qui, però, ché non voglio perdermi l’eiaculazione suprema: provate voi a non godere di fronte a Fede imbarazzato e sconvolto, costretto a parlare, con ogni probabilità, di microchip da installare nell’esofago dei tacchini per monitorare le loro condizioni di salute o di metodi alternativi per cucinare la pizza quattro stagioni, per evitare di dire che il padrone ha subito uno smacco non da poco. E che vedrà di nuovo materializzarsi due processi che lo vedono come imputato.

 

Gaudium.

 

 

postato da: Pinguino86 alle ore 19:03 | Permalink | commenti (6)
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venerdì, 02 ottobre 2009

«L’atteggiamento del presidente italiano che prova a limitare l’informazione sulle sue vicende riporta allo stalinismo sovietico, non degno di una grande democrazia occidentale». Carl Bernstein, 01/10/’09.

 

Mr Berlusconi’s writs seem to be part of a drive to flush out the few remaining rebel enclaves in the Italian media. His reply to talk of a conflict between his media interests and his political role has long been that he is still subject to plenty of criticism. Yes, he controls three of Italy’s seven main terrestrial television channels; another three, operated by the state-owned RAI, answer to a parliament dominated by his supporters; and he or his family own a leading daily, Il Giornale, plus a weekly news magazine and the country’s biggest publishing house. […]Not since Mussolini’s time has an Italian government’s interference with the media been more blatant or alarming. Journalists, and other Italians, have every reason to protest.”

“Not since Mussolini’s time has an Italian government’s interference with the media been more blatant or alarming. Journalists, and other Italians, have every reason to protest.” Economist, “Muzzling the messengers”  02/10/09

 

 

“Di questi tempi vi è la tendenza, sia in Italia che nel resto del mondo, a liquidare le gaffe di Berlusconi come “tipiche di Silvio”.

Le reazioni spaziano da un rassegnato “eccolo che ricomincia” fino ad una sincera ammirazione da parte di quegli italiani che accettano l’idea che il suo umorismo da osteria lo renda “uno di loro”, nonostante la sua ricchezza ed il suo potere.

Quando l’anno scorso insultò per la prima volta Obama definendolo abbronzato, Berlusconi reagì alle critiche sostenendo che i suoi detrattori non avevano senso dell’umorismo. Alcuni italiani hanno reagito con sdegno, mentre molti di quelli che l’anno scorso hanno eletto Berlusconi per la terza volta si sono detti d’accordo con lui.

C’è una certa venatura di razzismo e xenofobia nella coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, e questo lo si può notare dai riferimenti presenti nelle dichiarazioni fatte durante il comizio a Milano del Popolo delle Libertà (PdL) non solo al colore di Obama ma anche al sospetto che quest’ultimo legga i suoi discorsi da un gobbo.

C’è anche complicità tutta maschile nell’accettazione del comportamento libertino di Berlusconi verso le donne – che ricorda quello di Benito Mussolini – portato avanti parallelamente alla promozione dei valori familiari.

Ma aver insultato sia Michelle Obama che il Presidente degli Stati Uniti potrebbe essere stato davvero troppo. Questo comportamento da buffone nasconde infatti una realtà ben più preoccupante: Berlusconi vede se stesso come un leader sia a livello nazionale che mondiale così importante da essere al di sopra della legge.

Per la maggior parte delle persone al di fuori dall’Italia, l’idea che Berlusconi abbia un ruolo cruciale “aiutando”, ad esempio, le trattative tra Stati Uniti e Mosca è ridicola. Ma Berlusconi sa come comportarsi a casa propria; le sue “gaffe” vengono spesso calcolate per mostrare che egli ha un rapporto diretto con l’italiano medio.

Queste in verità nascondono tuttavia un’arroganza ed un autoritarismo che trasmettono il messaggio opposto, cioè di essere andato oltre le più scontate norme di comportamento. Nessun altro leader immischiato in scandali a sfondo sessuale avrebbe osato fare una dichiarazione tanto ridicola, così come ha fatto a Milano, quale quella di aver “introdotto la moralità” nella politica italiana.

Il fatto che non sia stato sommerso dalle risate riflette in parte il suo enorme potere sui media. In qualsiasi altra nazione occidentale un uomo che controlla tre delle principali reti televisive non avrebbe mai potuto diventare Primo Ministro.

L’Italia, per contro, ha raggiunto il punto in cui persino la Rai, la televisione di Stato pubblica, deve fare i conti con pesanti multe per aver rivelato dopo tanto tempo agli italiani – l’80% dei quali apprende le notizie solo attraverso la televisione – che Berlusconi è sospettato di aver passato la notte delle elezioni di Obama con una prostituta […]” The Times. "Silvio Berlusconi's insult to the Obamas may prove a step too far" di Richard Owen”, 29/09/’09

 

La situazione della nazione e’ disastrosa, la politica e’ corrotta, l’economia e’ agli sgoccioli. E l’unico che avrebbe il potere di fare qualcosa al riguardo è il capo del governo. Ma a lui interessa solo la sua ricchezza. Italia, che cosa sei diventata?

Alcuni politici sono segnati per tutta la loro vita per un’unica stupida battuta. Con Silvio Berlusconi e’ invece difficile anche tenersi a mente i suoi più recenti deragliamenti linguistici. A proposito del centro di prima accoglienza per profughi sull’isola di Lampedusa e sulle indegne condizioni di vita in esso, ha detto recentemente che “non e’ un campo di concentramento” e che gli immigrati presenti “possono sempre andarsi a bere una birra”. In materia di stupro, ha detto che in linea di principio non e’ possibile evitarli in Italia “perché le nostre donne sono troppo belle”. E dopo le elezioni presidenziali americane, definì Barack Obama “abbronzato”.

Queste sono le parole di un magnate dell’industria abituato ad essere circondato da subalterni e lecchini che automaticamente ridono per ogni stupido scherzo. Un uomo che ha un tale potere da non far più distinzione tra comportamento pubblico e privato, che si comporta in tutto il mondo come se fosse a casa sua dove anche una barzelletta priva di tatto causerebbe
sicuramente delle risate. E Berlusconi è anche abituato al poco critico panorama mediale italiano che lo sorprende quando la stampa internazionale non gli riserva lo stesso approccio di sottomissione.

Si tratta di uno dei più strani e insoliti fenomeni politici dei nostri giorni: da 14 anni, l’Italia è stata quasi ininterrottamente governata da un capriccioso miliardario con 17 procedimenti penali sulle spalle e che nonostante ciò ha ancora il supporto di una grande maggioranza degli italiani. Berlusconi all’estero può apparire come un pagliaccio, tuttavia la sua popolarità nel suo paese e’ superata solo dal suo narcisismo.

Pertanto, Berlusconi ha potuto vincere svariate elezioni sin dalla sua prima apparizione sulla scena politica nel 1993, nonostante nello stesso periodo l’Italia sia stata protagonista di un drammatico declino: Da una delle più grandi storie di successo europeo è diventata una delle economie più deboli nel continente.

Il fatto che l’Italia non solo accetti Berlusconi e le sue sciocchezze, ma le condivida pure, è un sintomo di un paese in profonda crisi con una travagliata economia stagnante. Un paese paralizzato e profondamente frustrato, nelle mani di pochi gruppi di interesse, e in una situazione per cui non e’ né in grado né disposto a cambiare qualcosa. Un paese dove la popolazione e’ fondamentalmente disgustata dalla classe politica e per questo vota un uomo che per lo meno non nasconde di voler fare innanzitutto i propri interessi.

Nel 2006 Berlusconi era ancora visto anche in Italia come il problema più grande dell’Italia. I suoi innumerevoli affari e il conflitto di interessi come uomo più ricco d’Italia, primo grande proprietario di un impero mediatico, famoso indagato contemporaneamente Primo Ministro, hanno ridotto il paese allo stallo e causato una crescita economica quasi pari a zero.

[…] Resta il fatto tuttavia che l’Italia, nel corso degli ultimi 14 anni in cui Berlusconi ha caratterizzato la politica italiana, e’ sprofondata drammaticamente. Per più di 40 anni, dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1990 circa, l’economia italiana era una delle più floride al mondo – in un soffio assieme al Giappone e alla Germania occidentale. Negli anni Cinquanta e Sessanta, l’economia cresceva in media di circa il cinque per cento l’anno, negli anni settanta e ottanta di altri solidi tre per cento l’anno. In un paese che ha per molti anni è stata caratterizzato dalla fatica e dall’emergenza questo portò prosperità, istruzione e un generoso stato sociale.

Per gli studenti della politica contemporanea l’Italia ha rappresentato un affascinante paradosso: da un lato, il paese sembrava avere uno spaventoso sistema politico. I governi si susseguivano uno dietro l’altro, gli scandali e le crisi di governo erano diffusi assieme ad un alto livello di corruzione, sprechi, e una burocrazia inefficiente. Dall’altro l’economia cresceva di anno in anno. Fino a circa 1989, l’Italia aveva un prodotto interno lordo pari a quello della Gran Bretagna.

Ma negli ultimi 15 anni l’insolita equazione italiana, corruzione e sabbia nel motore più elevata crescita economica, non ha più funzionato. Il prodotto interno lordo italiano è aumentato dal 1996 al 2006 in media dell’1,1 per cento l’anno, rispetto al 2,3 per cento in Gran Bretagna, il 2,8 per cento in Spagna e l’1,7 per cento in tutta la zona Euro. Con il risultato che la crescita italiana e’ del venti per cento inferiore a quella del Regno Unito ed è stata superata anche dalla Spagna.

Il sistema italiano, che funzionava ragionevolmente in un periodo di mercati protetti, nell’era della UE, della moneta unica e dell’intensa concorrenza con paesi a basso salario in Asia ne ha molto risentito. Aprire una società in Italia costa in media 5012 Euro e occorrono 62 giorni con fino a 16 diverse pratiche burocratiche. Per confronto, in Gran Bretagna la stessa operazione costa 381 euro, quattro giorni e cinque operazioni amministrative, negli Stati Uniti 167 euro, quattro giorni e quattro passaggi amministrativi.

La sabbia nel motore ormai stride in quasi tutti i settori della vita italiana, in un modo da dare origine ad un incomprensibile effetto sinergico negativo. Ad esempio, la minaccia di una paralisi del sistema giudiziario rischia di bloccare lo Stato di diritto, una pietra angolare di un sistema economico funzionante. La durata media dei procedimenti per violazione di contratto è in Italia di 1210 giorni (quasi quattro anni), in Spagna (al secondo posto come paese in questo senso) è di 515, quindi nemmeno la metà, in Francia 331 e in Gran Bretagna di soli 217 giorni. In Italia, ci vogliono inimmaginabili novanta mesi, quasi otto anni, per poter sfrattare di casa un affittuario inadempiente. In Gran Bretagna sono necessari circa dieci mesi, in Francia 17 e sei mesi in Danimarca.

Un tale sistema può sembrare come una brillante follia, ma dietro a ciò vi e’ un metodo: è stato intenzionalmente progettato per renderlo indispensabile ai partecipanti. La moltiplicazione delle procedure amministrative, la concessione di licenze, regolamenti e strozzature burocratiche crea un numero estremamente elevato di leve con cui il governo puo’ controllare, ritardare, o seppellire prima possibile qualsiasi progetto.

Ciascuno di questi passi è un’opportunità per l’esercizio del potere e del nepotismo, per la richiesta e la concessione di favori. Un’autostrada, il cui costo di costruzione raddoppia in via di esecuzione, ha grandi vantaggi – non solo per i politici che percepiscono mazzette, ma anche per tutti coloro che ci lavorano. Ovvio: per il resto del paese questo porta solo svantaggi. La si deve combattere con delle infrastrutture scadenti, tasse alte, cattivi servizi e di un sistema che e’ diventato l’esatto contrario di una società dei servizi. Non stupisce quindi che l’Italia sia scivolata dal 32mo al 64mo posto nel Global Competitiveness Index, l’indice mondiale per la competitività economica.

Incredibilmente, nei suoi 14 anni di politica Berlusconi ha addirittura migliorato la sua immagine di uomo del fare. In un’intervista all’inizio del 2008, per metà si vantava e per meta’ brontolava di essere trattato come una rock star o un re con il potere di guarigione al solo tocco. “Madri incinte mi chiedono di mettere la mia mano sul loro ventre. Altri mi chiedono di toccargli gli occhi perché vedono male… altri di toccarne la testa perché stanno diventando calvi. Ma a loro io do solo il numero di telefono del mio medico “.

E nel settembre 2008, nel bel mezzo della crisi finanziaria, Berlusconi ha assicurato, dopo una lunga notte in una discoteca, che aveva ancora abbastanza energia per fare tutto il possibile: “Dopo tre ore di sonno ho slancio per ulteriori tre ore di sesso”. Ma per liberare l’Italia dal suo attuale stato di caos c’e’ bisogno di molto più della mano regale di Berlusconi e dei suoi vanti post pubertari.  Suddeutsche Zeitung, 07/’09

 

postato da: Pinguino86 alle ore 10:52 | Permalink | commenti
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