Sonno interrotto
Dopo i fumi, le grida, le vertigini ed il sangue. Dopo la saliva e la lingua, le carte falsificate i delitti santificati i balli in maschera le fughe in Svizzera le bolle infrangibili le frange estreme gli estremi rimedi. Dopo l’Inferno, se apri gli occhi, se apro gli occhi, è tutto bianco. Qui. Ora. Dopo i terremoti stereofonici, gli alcolici progetti a tempo determinato, il tonno comprato e scaduto, la Peroni che non hai bevuto, i brividi da tachipirina. E le piantagioni segnalate di stelle cadute, i piercing rubati. I graffi e gli abbracci.
Dopo, al suono del fischio del treno che interrompe il sonno, ad occhi aperti, è tutto bianco. Qui ed ora. Ed il tessuto che hai in mano, che ho in mano, è il lato migliore di un lenzuolo. Una piazza e mezzo. Comprato alla Coop, se non sbaglio.