e se si stancassero di sorreggermi e mollassero la presa, questi acari lettighieri. E se ammutinandosi finissero schiacciati dal materasso schiacciato da me schiacciato da un cielo di neon fondamentalmente del cazzo. da un cielo di neon, di portalettere, di posacenere, di ripostiglio, pattumiera di idee, con raccolta differenziata a riciclarle. Dio non starebbe mica bene qui, non ama i bugigattoli, credo.
e questa terra di fuochi fatui. di portaborse. di portali, di senza ali, di nani.
quando i tuoi baci faranno luce. e l’amplesso complesso illuminerà a notte il giorno. e il black-out invocato porterà un buio saldo. solo le stelle per luci, violetto. bruceranno zanzare, bruceranno i miei versi.
quando gli acari lettighieri rimanderanno il suicidio e vorranno sorreggermi ancora un po’, e potrò scrivere ancora.
Quando i miei “Tu” non saranno più tradotti.






