sabato, 20 dicembre 2008

Breaking Glass

 

Fanculo a Platone, a Hegel, a Leopardi, a Manzoni.

A Bergman e a Fellini, fanculo.

Vorrei rompere le teche del Louvre. E La Notte Stellata usarla per schiacciarci una mosca, una sola, per poi riporla. Insieme alla mosca morta.

Ballare una sfrenata taranta sulla Nona di Beethoven. E dovrebbero esserci promiscue penetrazioni sulle note della Saga della Primavera.

 

E i particolari. Mangiare alle cinque in un vaso da notte, scrivere con un pennello con peli di gatto suonare un flauto dolce elettrificato col naso.

 

Dovrebbe esserci un modo di dire che significa “ti ho recepito, per quel po’ che puoi, per quel po’ che posso”. Un “ti conosco” gronda presunzione e ambizione oltre ogni dire.

 

Come se uno potesse essere quel che dice, o quel scrive, o quel che è.

 

Come se fosse possibile, conoscere qualcuno.

 

Come se ci fosse da fidarsi delle parole, che uno dice a se stesso.

 

Anche la teca del “conosco” e del “mi aspettavo”, vorrei rompere. E ballare sui frammenti, smadonnando alla Luna, e scrivendo con la stilografica che non hanno senso certi tentativi. Con una chiazza d’inchiostro per firma, ché deforme e casuale com’è, non avrà ambizioni di sorta.

 

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categoria:ironia, apatia, delirio
venerdì, 30 maggio 2008

Ho una strana voglia di sorridere. Non so nemmeno perché, e non credo di averne troppi motivi. Ma non importa, sorrido. Sono giorni in cui il mio umore subisce cambiamenti drastici ogni mezz’ora, quando va bene. E va bene ora, e va bene così.

Quarantotto ore fa scrivevo “ Di lacrime e dell’afa e di una stanza d’albergo con uno specchio che non riflette il mio viso, troppo pallido e fragile. Di canzoni e di insonnia, di gemiti di tramonti tristi. Di immobilità di stasi di sentirsi strumento per fotografare il mondo senza assorberlo, di sentirsi un elettrocardiogramma di un cuore in cui non mi riconoscono, che non mi conosce e non conosco. Di zanzare ipotetiche , di fantasmi e di baci sognanti sognati. Di cos’altro potrei parlare?”

Ora sono sereno, o forse sono solo stanco. Vorrei di nuovo essere abbracciato, e vorrei dormire ancora per duecento anni. Non c’è modo di farlo, morire è eccessivo e l’alcol non basta.  Come posso fare?

Lalalà, una buonanotte musicale e neutra, né felice né triste. Dormite e basta. Buonanotte.

Un abbraccio fortissimo al primo che passa di qua! ;).

 

 

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categoria:vita, delirio, delusione
martedì, 27 maggio 2008

Rigurgiti di intolleranza...

Vi odio, odio tutti quelli che dicono "da che mondo è mondo è così" per giustificare l'eterno perpetuarsi della tradizione, e voi che vivete di notte perchè di giorno vivono tutti e sarebbe da plebaglia imitar tout le monde, e chi predica e evade perchè "la sinistra incula il popolo", e i soliti bestiali acefali avidi lettori di settimanali alla moda, e le vecchiette truccate che fingono sguardi da donne vissute (chapeau, se un infarto non vi ha stroncato prima non è merito vostro, per vivere, tecnicamente parlando, e solo tecnicamente parlando sia chiaro, basta non morire), e chi a ogni "come va" se ne esce con un "tiro avanti" , a tutti quelli che prima di mangiare sbottano con un "ohiohi, è anche oggi è finito".

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categoria:satira, rabbia, delirio, delusione, provocazione
giovedì, 08 maggio 2008

Che tu lo riconosca o lo neghi, che ti interessi o ti tocchi come ti toccherebbe sapere che una mosca neozelandese ha perso un'ala,
nel sottobosco, se non proprio nel bosco, ho cominciato a succhiare i primi fiori. A succhiare fiori, non proprio i primi, tra i primi per certi aspetti. Ma non conta.
Sono banali ma pulsa la vita nelle loro radici, e profumano e c'è chi sogna di impollinarli o di coglierli.
Ma tu tieni a tutti, immagino tu apprezzi anche me. Certo, come ogni altro essere umano parte di te.
Ad ogni modo Grazie, Vita.
Riformulo: Grazie, e basta.

 

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categoria:rinascita, delirio
sabato, 26 aprile 2008

I need a cigarette...

...E anche un po' di pongo...

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categoria:delirio
domenica, 06 aprile 2008

In mancanza di sassi e di controllo nel non forzare le sbarre, evado a parole.  Le sbarre sono logore da tempo, l'unità di tempo e di spazio, la logica, la consequenzialità di ogni tipo, la comprensibilità eccetera sono gabbie che ho preso a colpi di accetta spesse volte. Spero non si aprano completamente però.

Ad ogni modo,

Vaffanculo ai muri bianchi stabili perfetti con crepe superficiali - perchè non cadono?

La polvere fine e ribelle, di muri sgretolati o del Mojave (con le impronte di Camilla Lopez, scolpite su ogni granello), perchè non è possibile vederla, toccarla, maledirla?

Vaffanculo a chi scompare, avvolto nei propri alibi, nei propri capelli, nel fumo di sigarette così sciattamente conformiste o nelle nebbie di pensieri irrisolti.

Now , are you really playing that man? prove it!

Siete così ingenui vociferanti pazzi – nullificar la mente – invertir le rotte scomode di un pensiero a pezzi. Cuori vuoti dentro carcasse morte.

Nemmeno l’ironia è buona, non serve servono binari treni biglietti, e palline rosse.

Vaffanculo a chi non vorrebbe una vasca di palline rosse sotto la propria finestra.

Voglio una sigaretta, per annusarmi le dita dopo, e per scuotere la cenere sulle palline rosse e sul mondo.

And me, I just don’t care at all.

Sentire la morte nel sedile accanto – cinture regolarmente allacciate, tra la falce e il manto nero – lo stereo che urla note sempre troppo composte per centrifugare timori e anestetizzarli. Strade che  si intrecciano – reticolati sui tentacoli intrecciati del mondo, esteriore e interiore – e il velluto della Signora accanto che ti tocca. Carezze della morte, della Sensazione di lei, le sue labbra fredde a farti eccitare, se ne va  un attimo prima che tu le venga addosso.

How do you think it feels?

Non è che ci sia solo il nero. Looking for a kiss.

It must be nice to disappear, to have a vanishing act.

Vaffanculo a tutte le convenzioni, ai si deve ai perchè è così.

…Ma noi non ci saremo, per poco però.

Si sveglierà più sereno questa piccola sfera in mezzo al grande niente, quando l’ Uomo sarà scomparso. Esperimento fallito, e da uomo un po’ mi dispiace.

Continuo a tifare topi, devono essere buoni poeti, ma saranno bravi anche a costruir case, e non conosceranno i manifesti elettorali.

Vaffanculo ai manifesti elettorali.

Vaffanculo alla birra sulla tastiera, ai vocabolari con 100 parole, ai berlusconiani, ai libri evidenziati.

Vaffanculo a chi ora riesce a dormire. Buonanotte.

Howl.

 

 

domenica, 30 marzo 2008

Il gatto, lì sull'armadio, immobile a guardare giù, con l'aria di chi è attento e sereno, sa che quel che succede laggiù non lo riguarda, o forse sì, ma in ogni caso non lo scalfisce. Sotto di lui cani che abbaiano, bicchieri tintinnanti, risa...E lui, in alto, l'aria sorniona, il sonno che arriva a cullarlo lo trova con un sorriso appena accennato. Lunga vita ai gatti...

E anche a me che li osservo e che scrivo queste puttanate alle tre e mezzo del mattino, pregando il sonno che se e quando arriverà, inchioderà il mio sorriso rabbioso a una parete vuota, senza cani e bicchieri sotto, senza dio sopra.

Nichilismo vattene, la porta è aperta.

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categoria:rabbia, apatia, delirio
lunedì, 18 febbraio 2008

P1190270

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categoria:delirio
mercoledì, 16 gennaio 2008

Mi tengono sveglio l'insolente ticchettio della sveglia a cristalli liquidi, i rintocchi della campana delle23 e 28, il pendolo che sento pulsare sotto il cuscino.

...In fuga dall'arroganza del tempo...

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categoria:riflessioni, delirio
domenica, 02 dicembre 2007

Fuori dal blu, e dentro il nero. Con auspicabile ritorno.

 

Ci sono molte cose da non dire, alcune che non avrebbe senso dire, alcune da tacere, che non è come non dirle. Altre, poi, non le so dire.

Di ritorno da un percorso...questa è da non dire.

Questa poi è da tacere.

Ci sono anche ringraziamenti profondi da fare. Grazie..

 

Ad ogni modo, sono di nuovo qua. Il che mi permette di dedurre due o tre cose: le cose non vanno troppo bene, e però “ho ancora la forza che ti serve quando dici ‘si comincia’”.

  

 Due o tre cose soltanto, poi vi saluto: Il nuovo PD è una cagata pazzesca, come direbbe Fantozzi. Henry Miller è assolutamente  magnifico e noioso, quindi è geniale. Io dovrei aver altro da fare che picchiare su questi tasti. Anzi ho altro da fare, ma non lo faccio. Qua un sillogismo non giocherebbe a mio favore. Questa sintassi rotta ha rotto le palle, e allora uso più virgole e meno punti (punti e virgola al massimo) ;  il primo che legge per favore mi trascini via da questa stanza, se il primo che legge abita a Mosca mi regali un biglietto aereo con allegato un po’ di sano anestetico.

I Savoia possono rivendicare anche metà della mia camera, ad esempio. E’ bene essere sensibili e buoni, per cui ecco, quando non saranno loro al pc ci sarò io. Boccerò due esami. Putin indossa la maschera da politico, ma anche la mascherà è così brutta, e falsa, e triste.

Rino Gaetano è magnifico e non è noioso. Quindi non è Miller, infatti è Gaetano.

Luttazzi è un coltello piantato tra le chiappe di un sistema che è marcio. Il buon senso di tutti potrebbe essere un coltello ancora più affilato.

Bene, ora vi saluto.

 

Il delirio è finito, andate in pace.

 

PS. Ripensandoci però non è un problema da poco. Voglio disegnare un punto con una Bic esattamente su uno dei due poli. Sono domande sacrosante da farsi! Ne faccio un’altra io: perché dovremmo pensare al tempo come ad un qualcosa di oggettivo e misurabile? Perché Bergson  e il suo “tempo della memoria”  vengono intesi solo in senso “filosofico”? Dico, c’è bisogno di tirare in ballo il tempo per spiegare l’invecchiamento e la morte di tutto? E ipotizzandolo, perché non dovrebbe realmente accelerare e decelerare? Ora pensate di aver sprecato 5 minuti della vostra vita a leggermi. Invece avete sprecato 25 anni, l’età d’oro è finita. Mi dispiace.

postato da: Pinguino86 alle ore 14:29 | Permalink | commenti (8)
categoria:amore, delirio, sarcasmo