mercoledì, 15 ottobre 2008

Socialmente parlando

La situazione di questi giorni (verrebbe da dire di questi anni, ma sarà bene focalizzare il discorso sull’attualità) ci aiuta a farci un’idea chiara su certi inidividui.


Dunque, in questo periodo,  per fortuna, c’è una parte sana del paese che non accetta gli scriteriati tagli all’istruzione, e tutte le porcherie contenute nella legge 133/2008 (e invito chiunque passi di qua a informarsi al riguardo).
Degna di questo governo, la malforme creatura sta fortunatamente trovando in molte università italiane, e in molti istituti secondari superiori, terreno tutt’altro che favorevole.

La facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, come molte altre, sta organizzandosi per esprimere, mediante assemblee, dibattiti e occupazioni, il proprio dissenso.

C’è un pericolo, peraltro palese, da sottolineare e uno sfogo che con qualche difficoltà può essere trascritto qui su una pagina.

Il pericolo è la possibile presa di coscienza della totale assenza di senso civico in molti studenti. Cosa visibilissima, come il colore dei capelli o degli occhi. Sono cose che ciascuno già sa, però un conto è saperlo e un conto è averne la prova crudele, data dalla visione di uno sguardo ebete che bofonchia sfiduciate parole in  nome di un disfattismo di comodità, o dall’attaccamento maniacale ai crediti, e alle lezioni, come se un paese che va a puttane fosse poca cosa rispetto a qualche credito in più.

Ora, io provo una repulsione fisica verso queste persone. Sono loro che consapevolmente o meno mantengono questo paese in uno stato di apatia sociale che permette a chi governa di fare tutto ciò che vuole nell’indifferenza generale.
C’è ancora gente che sfrutta questi giorni per non andare a lezione e riposarsi, c’è chi dice “Non me ne frega un cazzo”, e c’è chi si fa in quattro per una sorta di par condicio folle che  si incarna nella pessima osservazione “qua non c’è nulla di politico, sono tutti uguali”.
E’ questa massa silenziosa che in tutta Italia agisce, non agendo, è la principale responsabile dell’attuale situazione sociale, economica, politica.

E’ necessario trovare un’unità totale almeno tra gli studenti, contro un preciso e definito decreto legge. Poi, certo, i problemi sono anche altri. C’è una precarietà del sistema universitario già da anni e via dicendo. Però, credo, al momento sarebbe il caso di canalizzare le proteste contro questo bersaglio.

Non è più il momento di intellettuali che teorizzano la caduta dei valori nell’era moderna. E’ il momento di agire, in modo tale da attirare l’attenzione dei media, occupare strade, ponti e quant’altro. Se c’è chi considera tutto ciò estremistico, scenografico o inutile, è inevitabilmente complice di ciò contro cui, magari, dice anche di lottare, “in modo diverso”.

 


Qui c’è la possibilità di firmare contro il DL 133/2008.
Fatelo, please:

http://compass2.di.unipi.it/scuola/indexit.aspx

postato da: Pinguino86 alle ore 17:21 | Permalink | commenti (5)
categoria:lettere, proteste, pisa, 133/2008