Maregocciamare
A volte pesco ancora seduto sul bordo del tuo mare di rimmel.
Quel che rimane all’amo sempre più spesso lo libero per ucciderlo più in fretta e riconsegnarlo a quel lago nero salato. E giro il cuscino dall’altro lato, per gettarmi in un nero diverso. A volte le onde si increspano, sospinte dai miei sospiri, ma nessuno sembra notarle. Se mi volto tutti parlano di niente, qualcuno mi fissa negli occhi , e si arrende appena scavalcate le palpebre.
Altre volte la superficie è mossa dai rimpianti e schiarita dalle tue doppie punte.
Succede, poi, che si leva il sole. E la pozzanghera non evapora.
Al tramonto, la goccia in cui abbiamo nuotato è ancora lì, tremantelucente.
categoria:riflessioni, malinconia, versicoli





