

L’Assenzio
Come il verde dei pensieri grigi
Che ronzano e sferragliano più forte
Più piano più forte
Che saziano la tua fame di apatia
Come l’opacità e melanconia
Di ore perse a pensare alle ore
Mentre fuori forse esiste vita e dolore
..ma tu mastichi lacrime,silenzio, afasia
Come il tuo essere insano stilla goccia a goccia
Acqua gelata a bagnare zucchero e noia
Ad aggredire l’assenza, che muoia
Nel gustare l’assenzio, fiore (del male) che sboccia.
Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati,
che di gloria toccaste gli apogei,
noi che invochiam pietà siamo i drogati.
Dell'inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate,
coi cuori a forma di salvadanai,
noi che invochiam pietà fummo traviate.
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca,
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge,
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l'umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all'orrenda agonia
votaste decidendone la sorte,
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?
Uomini, cui pietà non convien sempre,
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.
Uomini, poiché all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.
Fabrizio De André
"Tremavo un po' di doglie blu e di esistenza inutile, vibravo di vertigine, di lecca-lecca e zuccheri"
Baustelle
"Sono qui che cammino per Virginia
Avenue
In cerca di qualcuno per raccontargli i miei
guai
L'Harold Club sta chiudendo - vanno tutti
a casa
Cosa vuoi che faccia un pover'uomo?
Ricomincerò da capo
Mi darò da fare
Per addormentare la pazzia che ho dentro
la testa
Ci deve essere un posto migliore di
questo
Questa mia vita mi tira scemo
E sai una cosa, sto sognando
Sto sognando all'imbrunire
Questa città mi ha piegato
Ho visto i posti più importanti
Ho camminato su e giù
E non farò chiasso, salirò su una
corriera
Che mi porti via da qui
Non ho proprio niente da perdere
Sono qui che cammino per
Columbus Avenue
Sono un quarto alle due e i bar stanno
chiudendo
Tutte le città per me sono serrature
senza chiave
I blues che mi lascio alle spalle mi seguono
sempre
Mi seguono sempre
Mi seguono sempre "
Tom Waits
Quando ci vedremo
(spero tardi, e non m'importa come),
mettimi in un posto con la donna
e con gli amici miei;
lasciami un buco per guardare in fondo,
vorrei vedere qualche volta il mondo, il mio mondo...
Roberto Vecchioni
Per te
L. Tenco
(1966)
Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
I Prophesy Disaster...
Momenti di catastrofismo e di abbattimento. Sono ottime basi per un auspicabile rovesciamento in positivo, come qualche volta è capitato ultimamente. Ad ogni modo, per ora, I prophesy disaster...
Etre désespéré, mais avec élégance...