giovedì, 15 gennaio 2009

 

Maregocciamare

 

A volte pesco ancora seduto sul bordo del tuo mare di rimmel.

Quel che rimane all’amo sempre più spesso lo libero per ucciderlo più in fretta e riconsegnarlo a quel lago nero salato. E giro il cuscino dall’altro lato, per gettarmi in un nero diverso. A volte le onde si increspano, sospinte dai miei sospiri, ma nessuno sembra notarle. Se mi volto tutti parlano di niente, qualcuno mi fissa negli occhi , e si arrende appena scavalcate le palpebre.

Altre volte la superficie è mossa dai rimpianti e schiarita dalle tue doppie punte.

 

Succede, poi, che si leva il sole. E la pozzanghera non evapora.

 

Al tramonto, la goccia in cui abbiamo nuotato è ancora lì, tremantelucente.

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categoria:riflessioni, malinconia, versicoli
martedì, 06 gennaio 2009

Buon Anno (E vaffanculo, ancora)

 

Pare che l’anno sia terminato. Si vocifera anche che ne sia iniziato una nuovo.

Ora io non ho intenzione di scrivere bilanci o fare riassunti, però qualche parola la butto giù, potrebbe essere utile rileggermi tra qualche tempo e fare, allora sì, due conti. 

Il 2008 è stato un anno in declino. Iniziato bene, la sua fiamma si è spenta pian piano.

Posto che l’anno non è un quadrupede che puoi chiamare per nome né  un tavolino o una scatola di fiammiferi, insomma visto che non è un essere autonomo considerabile in se stesso, ogni considerazione personale sull’anno può essere considerata come considerazione su di me. Il tempo, naturalmente, è una proiezione nostra.

E allora devo essere stato luminoso verso Gennaio e Febbraio, ed ho ospitato più volte, tra lo stomaco e il cuore, gli ululati di Tom Waits o le ballate metropolitane di Reed.

Poi devo essermi beccato un mal di gola interiore che mi ha portato all’afasia, da cui sono guarito a momenti, momenti in cui ho anche urlato forte,  per ritornare però a quella sorta di mutismo.

E’ anche vero che lamentarsi a fine anno è un cliché stupido. E io non mi lamento, e un anno come quello passato lo accetterei senza troppe storie.

I propositi, che odio scrivere e non scriverò, sono gli stessi che ho da una decina d’anni a questa parte.

 Insomma, povero anno, è passato senza far troppo male, senza far troppo bene,  e continua la sua corsa con un nome nuovo.

( Avviso ai moralisti  vestititi da uomini di mondo, da progressisti e quant’altro: non vi sdegnate leggendo una cosa del genere.  Mi immagino i discorsi che fareste: “a ventidue anni non puoi accontentarti del “benino”, perché devi volere di più, perché cazzo [il cazzo dà un certo tono] ci vogliono altalene devastanti tra passioni brucianti e suicidi”, eccetera. Bene, da quel che ho scritto non si può dedurre che io voglio il “benino” (se non mandando a puttane la logica, cosa in cui di norma certa gente è maestra), e tutte le osservazioni dei moralistucoli di turno sono prevedibili più della riforma della giustizia che immobilizza i giudici e imbavaglia i giornalisti).

 

Insomma il succo è: Buon Anno! Con una settimana di ritardo, ovviamente: mi sembra più carino.

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categoria:riflessioni
domenica, 02 novembre 2008

Fatalistidelcazzo (cfr. “L’univerbazione ha i suoi perché”)

 

 

Non so il grado di ufficialità della notizia. Su internet al momento non si trovano ancora informazioni dettagliate al riguardo, e quel poco che si trova è contraddittorio. Ad ogni modo la cosa compare su Repubblica, che è piuttosto autorevole.

Pare che la riforma Gelmini, nella sua sezione riguardante l’università, sia stata “congelata” per le numerose proteste.

Ovvio che, se è così, i fatalistidelcazzo che per non impegnarsi blaterano che le cose non cambieranno mai, saranno magnificamente smentiti.

 

Non è finita, però, anzi. E’ palese che il “congelamento” altro non è che un modo per aspettare che si affievoliscano le proteste, per poi procedere come da programma.

 

Quindi, di nuovo “Resistere, resistere, resistere”. E “Incazzarsi, incazzarsi, incazzarsi”.

PS. In Spagna un sacco di studenti erasmus e non stanno protestando contro la porcheria Gelmini, ottenendo una notevole visibilità mediatica (perchè l'informazione spagnola non è propriamente come la nostra). Qua nessuno ci dice cosa succede fuori dai confini (il manifesto, in realtà, oggi lo ha scritto) ma tant'è. Fatelo sapere in giro, per sentirsi meno soli.

http://www.elmundo.es/elmundo/2008/10/30/madrid/1225377159.html

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categoria:riflessioni, rabbia, 133/2008
venerdì, 11 luglio 2008

Non riflessione di una non sera


In questo momento ho quasi la certezza di non esistere.

 Gli oggetti che vedo non sono una realtà inconoscibile frutto delle mie impressione sensibili, perché sono proprio le mie impressioni sensibili, e con loro me stesso, a non esistere. Di conseguenza non si pone il problema dell’esistenza della realtà.

Sì, ora sono convinto di non esistere. Però non riuscirei, per dire, a lasciarmi cadere dal balcone. Insomma, ne sono convinto, ma non troppo.

 

Vaneggiamenti di una mente che non esiste, su un blog che non esiste, in un giorno che non esiste.

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categoria:riflessioni
domenica, 15 giugno 2008

Che periodo di merda.
Apatico di giorno e insonne di notte, con un principio di intossicazione esoterica ( citazione "gaetana" storpiata ma quasi nessuno se ne accorgerà, e in "gaetana" c'è una citazione dal Fratello Romanzo, ma non se ne accorgerà nessuno, senza "quasi"!).


Sto crollando. Sono distante dalla realtà. Gli oggetti e le loro immagini mi sfiorano, mi trascino da una stanza all'altra con un libro che mi è impossibile studiare.
E non importa che ci sia un senso nel mondo o nell'universo, la cosa dopotutto al momento non mi interessa troppo, io dovrei trovare qualche senso in me. Solo che in me trovo soltanto  moltissime note e versi accennati, diverse gocce di EN, un bel po' di birra, e frammenti di discorsi captati per caso per casa o fuori, rivolti a  me o ad altri, che si mescolano in un brusio soffuso e ipnotico non sufficientemente ipnotico  da farmi dormire. Trovo anche poche facce e molte ghigne, ed è tutto sfocato. C'è l'immagine di qualche sguardo nitido, e mi aggrappo a quelli.


"There's someone in my head, but it's not me".

 

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categoria:riflessioni, stordimento, apatia
domenica, 08 giugno 2008

Istruzioni per l’uso (Per tutti quelli che non hanno di meglio da fare che leggermi).

 

Dopo un paio di conversazioni e qualche riflessione, vorrei chiarire  alcune cose.

 

Io mi riconosco in ogni post del mio blog, nel senso che quello che scrivo e che ho scritto finora, i commenti ai vostri commenti, le foto le caricature e quant’atro riflettono completamente (insomma, per quanto posso riuscirci)  quello che voglio esprimere.

Ciò non toglie che sia richiesta al lettore, a volte,  la capacità di andare oltre al senso letterale e di capire l’intenzione che sta alla base dei vari “messaggi” che pubblico, e di capire la loro natura.

Spesse volte c’è ironia in quel che scrivo, ironia che può essere grossolana o piuttosto sottile.

Altre volte c’è un’arrabbiatura caricaturale, che in qualche caso può persino mascherare una piacevole serenità, altre volte ancora un testo disteso cova astio e indignazione.

 

Naturalmente, ci sono anche alcune maschere. Del resto ci sono (e molto più di “alcune) nella vita reale,e anche qui hanno diritto di cittadinanza. Anzi, a ben vedere, se ne fregano abbastanza del diritto. Ci sono e basta,e sarebbe impossibile eliminarle.

Bene, capita che a volte giochi un po’ con loro. Posso travestirmi da satiro, da imbonitore, da ubriaco, da moralizzatore, da cronista, da fantasma (mai da berlusconiano ecco, questo è certo! ;).

Naturalmente scrivo quel che voglio su questo mio spazio web.

 

 A regola tutto quanto detto dovrebbe farvi emettere un corposo “Chi se ne frega”. E sarebbe una giusta reazione. Se però a qualcuno dovesse fregar qualcosa, ecco,  tenga presente che mi riconosco in quel che scrivo ma NON sono quel che scrivo. Non esattamente. Dovrei più o meno essere situato nel punto di mezzo tra le parole che scrivo, il filtro dell’ironia che non raramente è presente, e il cesso che è fisso. A quattro metri circa da qui.

 

Infine, anche le maschere possono essere false. Possono essere illusioni, e la creduta maschera potrebbe essere il mio viso.

Non sono esattamente come credete che sia, o meglio, se le vostre opinioni su di me rimangono ferme, io mi sposto. Posso spostarmi.

 

In sintesi: sono libero di costruirmi i personaggi che voglio, e di recitare la parte dei già citati satiri, imbonitori, ubriachi, moralizzatori, cronisti e fantasmi e quant’altro. Sono anche libero però di essere un satiro, un imbonitore, un ubriaco, un moralizzatore , un cronista o un fantasma. E di non recitare, appunto, e di essere allora assolutamente me stesso.

 

Il punto è che…I’m not here, come già scrissi. Anzi, scrissi “I’m not there”, perché mi riferivo al titolo di un film la cui traduzione italiana, eseguita da un qualche incompetente, era “Io non sono qui”. Salvando il traduttore cambiamo il titolo:  I’m not here.

 

Amen.

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categoria:riflessioni
sabato, 07 giugno 2008

Dopo troppo tempo sono finito di nuovo in un campo di lucciole.

E’ quel pulsare di luce fatua che mescola ricordi e speranza in un volo miracolosamente ininterrotto che mi dà la misura della distanza tra il mondo vero, che spesse volte neanche mi sfiora, e la fantasmagoria da quattro soldi in cui si ha l’illusione di vivere.

Una lucciola è realtà e magia, e non lo sa. Le lucciole da sempre hanno capito tutto.

Lucciole

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categoria:riflessioni, magia
sabato, 31 maggio 2008
"...Ma chi l'ha detto che non si deve provare a provare?"
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categoria:riflessioni, rinascita
martedì, 27 maggio 2008

A Sara,

Perché dopotutto sei apparsa all’improvviso, con discrezione e affetto, perché una birra sorseggiata parlando di viaggi e di scosse e di paure, è un po’ più buona del solito.

E qualche riga che non è di ringraziamento ma di (perché non sta scritto da nessuna parte, tranne che nei pessimi libri di italiano, che una frase va finita) te la meriti. Per cui “ma di”. Qualche riga che non è di ringraziamento ma di. Bene. Ma di.

Perché smentisci le mie pessimistiche teorie sulle conoscenze sulle amicizie e su ogni legame che finisce. Perché blaterando sui supporti di rete mi dai un pizzico di ottimismo in più.

Per altri motivi ancora, ti ringrazio e ti auguro una buona serata.

Naturalmente un post dedicato non è né una sviolinata né una sdolcinata dichiarazione di chissà che, è solo un grazie e un augurio di una notte serena.

E una pacca sulla spalla, e un’alba da vedere...

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categoria:riflessioni, amici, rinascita
giovedì, 08 maggio 2008
Stasera mi piaccio, mi stringo la mano e mi do una pacca sulle spalle. Continua così...
postato da: Pinguino86 alle ore 20:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, magia